Vittima di 'ndrangheta a cena con il boss, Ivana Fava: "Mio marito mi deve spiegazioni"
Il padre le è stato ucciso dalla mafia. Il marito Antonino Creazzo, adesso, è stato arrestato nell'inchiesta Eyphemos in quanto accusato di procurare voti della 'ndrangheta a suo fratello, il neo consigliere Domenico Creazzo attualmente ai domiciliari. Il paradosso è evidente. Le domande sul ruolo di Ivana Fava in tutta questa vicenda, inevitabili. Lei, 34 anni, è un carabiniere, ma è anche moglie di Antonino Creazzo e ancor prima figlia di Antonino Fava, l'appuntato assassinato il 18 gennaio 1994 in un delitto - sostengono gli inquirenti - collegato alla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Ivana Fava, tra le lacrime, ha spiegato la sua posizione in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Mio marito mi deve delle spiegazioni. "Per come conosco mio marito non penso che possa essere un affiliato alle cosche, ma ora deve dare delle spiegazioni - ha dichiarato nel corso dell'intervista - prima ai magistrati, poi a me. Io non sono un giudice, però voglio sapere che ha combinato. E che cosa è accaduto". Aggiungendo: "Io sono allibita, spiazzata, sconcertata. Ma devo rimanere lucida per capire se mio marito è innocente, e quindi va tirato fuori dal carcere, o se ha delle responsabilità. Perché se risulterà colpevole io, figlia di un servitore dello Stato ucciso dalla ‘ndrangheta, resterò dalla parte dello Stato".
La foto con il presunto boss. Il marito, Antonino Creazzo, è amico d'infanzia di Domenico Alvaro, presunto boss della omonima cosca, già detenuto in carcere per 7 anni. E gli investigatori hanno inserito, tra le carte dell'inchiesta, anche una foto, scattata in un ristorante, nella quale Alvaro e sua moglie Grazia sorridono accanto a Creazzo e sua moglie, Ivana Fava. Lei, precisiamo, non è indagata. Ma quella foto non le fa particolarmente onore. Ivana non ci sta e spiega: "Nino e Domenico Alvaro sono cresciuti insieme da ragazzini, e io e Graziella pure. È stata la mia migliore amica da quando eravamo bambine, ed è nipote di un mio zio acquisito. Poi ha fatto quel matrimonio, e da allora ci siamo sentite raramente. Io sapevo chi era Domenico Alvaro, ma ognuno fa le sue scelte. Quella cena me la sono trovata organizzata, ed è stata motivo di discussione con mio marito. Tante volte mi sono arrabbiata con lui per certe sue frequentazioni, se ci sono le intercettazioni in casa sentiranno anche le mie urla".
L'intercettazione e le risate. C'è anche un’altra intercettazione che imbarazza Ivana Fava. La si sente ridere, annotano gli inquirenti, quando il marito le racconta di essersi rivolto a certi personaggi per aiutare un amico vittima degli usurai. Ma lei offre una versione diversa: "Se hanno scritto che ridevo - afferma sempre ai microfoni del Corriere - forse bisogna riascoltare tutto. Perché proprio in quella vicenda io avevo consigliato di seguire altre strade, non credo che si possa dedurre che ero d’accordo con mio marito. Io lo contestavo..." e a quel punto la voce, annota il giornalista, si rompe nuovamente nel pianto.
Il ministro Salvini e la candidatura a sindaco. Nelle carte dell'inchiesta si scopre anche che il marito, approfittando degli incontri di campagna elettorale, si era mosso per farle ottenere qualche beneficio di carriera. Antonino Creazzo doveva infatti andare a pranzo con un generale della Guardia di Finanza, in rapporti con l'allora ministro dell’Interno Ministro Matteo Salvini. Secondo le trascrizioni "Ivana Fava dice che il predetto la potrebbe aiutare e il marito l'asseconda". Ma non solo, "ribatte che il ministro deve fare qualcosa per lei". Ma anche in questo caso racconta una versione diversa, spiegando che si trattava solo di discorsi tra moglie e marito: "Dal 1994 Salvini è stato l’unico politico che ha voluto omaggiare mio padre, e io ho apprezzato quel gesto. Forse ho detto quelle parole perché cercavo qualcuno a cui rivolgermi per ottenere l’equiparazione al grado di ufficiale ricoperto nell’Arma, ora che sono rientrata al ministero della Difesa come civile. Ma sono discorsi che si fanno tra marito e moglie, io non volevo niente. Quando Nino mi ha proposto di candidarmi come sindaco a Sant’Eufemia ho risposto di no. Mi dispiace...".
