Nessuna sospensione dell’ordinanza di demolizione: l’edificio pericolante al centro di Dasà, danneggiato gravemente da un incendio nel dicembre scorso, potrà essere abbattuto. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria che, con ordinanza depositata il 4 giugno, ha respinto il ricorso cautelare presentato da Aterp Calabria contro il provvedimento emesso dal sindaco Raffaele Scaturchio lo scorso 17 febbraio.

Il caso aveva suscitato clamore e preoccupazione nella piccola comunità del Vibonese, già colpita da un episodio simile nel 2020. Le fiamme divampate nel cuore del centro storico avevano reso inagibile una palazzina accanto alla chiesa dell’Immacolata. Il Comune, dopo mesi di sollecitazioni da parte dei residenti, aveva intimato all’Aterp – proprietaria dell’immobile – di intervenire. Di fronte all’inazione dell’ente, era stata firmata un’ordinanza contingibile e urgente per la demolizione.

L’Aterp ha impugnato l’atto chiedendone la sospensione, ma il Tar ha dato torto all’ente regionale. Nella sua motivazione, il tribunale ha stabilito che, nella comparazione tra l’interesse patrimoniale dell’Aterp e quello alla pubblica incolumità, prevale quest’ultimo, anche in considerazione della «necessità di predisporre la messa in sicurezza del manufatto precario tramite l’abbattimento o il ripristino».

Il Comune potrà quindi procedere alla demolizione, con possibilità – trascorsi i 90 giorni previsti dall’ordinanza – di sostituirsi direttamente all’Aterp e addebitare le spese all’ente regionale.

Un esito accolto con sollievo da molti residenti della zona, costretti da anni a vivere tra muffa, sporcizia, topi e disagi continui. Ora, grazie alla pronuncia del Tar, il Comune potrà finalmente dare seguito agli interventi attesi.