"Il tempo di un ricordo", l'esordio di un giovane scrittore nel Vibonese
Chi inizia a scrivere con il piglio e il gusto di raccontare e di raccontarsi lo farà poi spesso per tutta la vita. Il mestiere della scrittura è difatti un virus benevolo che ti prende, ti seduce e ti accompagna per tutta l’esistenza. Un amore indomabile. Un compagno fedele e insaziabile. Un desiderio che non si placa e non a arrende. Un angelo azzurro pronto a venire in tuo soccorso nell’ora del dolore e del tormento.
Saverio Corigliano, nato e cresciuto a Mileto - la città che odora di poesia e di storia - penna giovanissima, iscritto all’Accademia di Cinema e spettacolo “Griffith” di Roma e che proprio in questi ultimi mesi ha incominciato la sua avventura di raccontatore con il suo “Il tempo di un ricordo”(Valentia edizioni) non sfuggirà a questo impeto, a questo percorso che lo porterà a cimentarsi sulle vie del mondo. Un percorso immenso, travagliato, soave e nello stesso tempo oscuro dove nelle notti pensose dell’uomo in cerca di luce e di ristoro, il giovane scrittore si ritroverà davanti tanti fogli bianchi da riempire e tante parole che si rincoreranno in un tripudio di sensazioni e di vuoti a perdere.
L’inizio promette bene. Saverio Corigliano con la sua prima opera ci offre, infatti, con chiarezza di linguaggio e di stile alcuni tratti del suo modo di pensare, di essere e di vivere. Un scritto con al centro di tutto la storia di un giovane che ha già dovuto affrontare i primi travagli della vita, con coraggio e determinazione. "Che sia autobiografica o meno - scrive nella prefazione del volume Teresa Pugliese, direttore editoriale di Valentia edizioni - questa può essere la storia di tutti, di ognuno. Un amore sofferto, un amico perso, l’apprensione per la malattia di una mamma, le aspettative di un padre da non deludere".
Un insieme di voci e di palpiti dell’anima che sembra quasi di sentire e di passi che si muovono veloci accompagnati dagli odori "di un istante che dura giusto il tempo affinchè la nostalgia non gli faccia perdere il fiato". Esattamente come nel film della vita di tutti i giorni dove l’attimo non è altro che un istante da cogliere nella sua interezza e dove il ricordo diventa unguento con cui alleviare le ferite della nostalgia. Buon cammino Saverio nell’arte del comunicare.
