L'esperimento sensazionale dell'astrofisico Gianluca Masi, che si è collegato ai telescopi altamenti tecnologici dell'Arizona. A coadiuvarlo il prof. Francesco Larocca

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”: per di più in pieno giorno. Un esperimento sensazionale quello che ha avuto luogo nella sala del chiostro della facoltà di Ingegneria civile della Sapienza di Roma. Un momento osservativo astronomico unico nel suo genere perchè avvenuto sotto i raggi del sole, quantomeno nel nostro paese. Chiaro l'obiettivo degli organizzatori: provare ad incantare il mondo con il fascino del cielo. Intento perseguito con successo dall'astrofisico Gianluca Masi che si è collegato in remoto ai telescopi altamente tecnologici del Tenagra Observatories in Arizona, guidato dall'astronomo Machael Schwartz.

L'osservazione. Proprio dalla prospettiva privilegiata di questi strumenti sono stati “puntati” ed osservati vari corpi, tra i più sensazionali ed affascinanti della Sfera celeste.
E non si è trattato di un esperimento per addetti ai lavori, sganciato dalla realtà, perchè per la prima volta ad essere coinvolti e a divenire protagonisti sono stati gli studenti, il mondo della scuola. L'astrofisico Gianluca Masi, infatti, dall'università “La Sapienza”, ha attivato la cupola dell'osservatorio, situato nel deserto dell'Arizona, per dirigere il telescopio laddove potesse catturare immagini uniche e sensazionali. Nebulose, galassie, pianeti intra ed extralunari sono passati copsì in rapida successione sotto lo sguardo degli studenti del liceo artistico “G.C.Argan” guidati dal professor Francesco Larocca, uno di quelli abituati a viaggiare lungo le direttrici dello spazio per sollevare nuovi dubbi e provare a dare qualche risposta. “Con la differenza di otto ore per i fusi orari, è stato effettuato tutto ciò quando in Italia era mattina – ha spiegato il docente che al liceo Argan cura la funzione strumentale Mostre ed Eventi -.Quello a cui abbiamo assistito è stato un fatto veramente unico nel campo della didattica”.

I liceali. Un'esperienza sensazionale, a contatto con un astrofisico che nel controllo a distanza dei telescopi, rappresenta un unicum ed un'eccellenza a livello mondiale. “Per la prima volta in esclusiva -ha specificato - questo collegamento è stato aperto al pubblico, che nella quasi totalità è composto da studenti liceali, che non si sono fermati ad osservare solo dallo schermo. In sala i ragazzi, infatti, hanno potuto sul loro cellulare o sul tablet, seguire le osservazioni, ed inoltre in contemporanea hanno dato vita anche ad una estemporanea di pittura, ispirati dagli stimoli ricevuti durante il collegamento, e dalle immagini visualizzate. Per gli studenti del liceo Argan un importante contatto interdisciplinare fra arte e scienza, fra creatività e ricerca scientifica. Dal punto di vista didattico l'evento ha offerto straordinari spunti innovativi”.
Peraltro, gli studenti dell'Argan e dell'Istituto Salesiano Villa Sora di Frascati hanno potuto seguire le immagini sui loro cellulari.

D'altronde, il Virtual Telescope project è l'unico mezzo che consente di effettuare osservazioni scientifiche senza dove raggiungere fisicamente l'osservatorio. Un mezzo sensazionale che consente di condividere in tempo reale le immagini ottenute e proiettarsi nello spazio, subendone il fascino incondizionato. Uno strumento che consente di guardare di giorno, dai banchi di scuola la Via Lattea ed altre costellazioni. “Grazie alla differenza di orario - ha detto l'astrofisico Gianluca Masi - diventa possibile osservare il cielo notturno in diretta anche quando in Italia è giorno. E questa – ha sottolineato lo scienziato- è una grande opportunità per le scuole”. Insomma, gli studenti possono uscire “a riveder le stelle” alla maniera dantesca, durante le ore di lezione. “Un modo - ha chiosato Masi - per consentire ai giovani di vivere l'esperienza dell'astronomo, oltre che un nuovo modo di insegnare la scienza e trasferire contenuti”.
Nel caso di un liceo artistico, infine, la scienza non è divenuta per alcuni frangenti non solo spiegazione di fenomeni, ma “contemplazione della bellezza della natura”. Non a caso gli studenti si sono fatti attrarre e per certi aspetti suggestionare dagli “sterminati orizzonti”, catturando le immagini delle galassie e traducendole in dipinti che hanno rappresentato il resoconto di un affascinante “viaggio” nello spazio!