A seguito delle dimissioni dei consiglieri di minoranza Giuseppe Preiti e Giuseppe Maruca in aperta polemica con l’amministrazione comunale ed in primis con il sindaco Nicola Brosio, del quale pretendevano le dimissioni, come legge impone, sono stati chiamati ad entrare in Consiglio i primi dei non eletti dello stesso gruppo dei due dimissionari che, a loro volta, si sono dimessi. Marilena Grillo e Domenico Zinnà, infatti, hanno rappresentato l’impossibilità a svolgere il loro compito per impegni personali e lavorativi. Ad irritare il primo cittadino sono state, invece, le motivazioni alla base delle dimissioni di Giuseppe Alvaro.




Brosio, in consiglio comunale, si è detto amareggiato da quanto “qualcuno abbia fatto firmare al giovane candidato, ovvero che la sua scelta era dettata dal fatto che “a suo avviso a seguito della sentenza il Consiglio non aveva operato per il bene della collettività”, lasciando intendere il sospetto di una sua inconsapevolezza su quanto scritto”. Brosio ha, quindi, spiegato che quella sentenza, ancora non definitiva, che ha dichiarato l’incandidabilità sua e degli ex assessori Stagno e Staropoli e della quale occorreva solo prendere atto, non attiene al penale, “come qualche speculatore ancora propaganda, ma alla sfera amministrativa personale. La voglia di riprendere a fare l’avvocato a tempo pieno - aggiunge - è tanta e da parte mia considero chiuso un ciclo visto che abbiamo sconfitto un sistema su tutti i fronti, sono tuttavia pronto a riaprirne un altro magari in posizione defilata, il tutto per evitare che persone pericolose come loro, ripetutamente bocciate dai cittadini, possano mai andare ad amministrare la cosa pubblica”. Ha poi spiegato che nei momenti di sconforto la maggioranza e moltissimi amici lo hanno invitato a non pensare alle dimissioni, anche per via delle importanti procedure che la Giunta sta per concludere, su tutte il dissesto, che dovrebbe consentire di uscire dal tunnel dei debiti in cui il Comune è stato ricacciato dalle scellerate scelte di quella parte politica di cui Maruca e Preiti oggi fanno parte (evidente il riferimento alla Sentenza “Natura” che vede il Comune condannato a risarcire circa due milioni e mezzo di euro)”.

L’argomento poi si è spostato su quanto accaduto durante una delle ultime sedute del civico sonesso, al termine della quale l’ex consigliere di minoranza Pino Maruca avrebbe aggredito il consigliere Giuseppe Cocciolo, colpito con un calcio al basso ventre e costringendolo quindi a recarsi al pronto soccorso per le cure del caso: “Mai si sono visti in un consiglio comunale come quello di San Calogero, nemmeno quando la politica registrava toni ben più alti di quelli attuali”. E' stata presentata regolare denuncia ai carabinieri.