Sant'Onofrio verso le amministrative. Bulzomì all'attacco: "Rodà bocciato dal suo partito"
Lo scontro entra già nel vivo nel centro alle porte del capoluogo vibonese. Tre gli schieramenti attualmente in lizza. Spaccato il Pd, fratture anche a destra.
Le elezioni di primavera sono ancora lontane. Per la campagna elettorale ci sarà tempo, ma le contrapposizioni cominciano ad emergere in tutta la loro evidenza in alcuni centri del Vibonese chiamati alle urne alla prossima tornata amministrativa. A Sant'Onofrio il quadro politico sembra gradualmente delinearsi. Correranno per la riconquista del palazzo cittadino tre forse quattro candidati.
Le compagini. Il Pd punterà su Onofrio Maragò, la cui scelta ha provocato una spaccatura profonda nel partito, dal momento che Giuseppe Di Sì ed in generale l'area De Nisi hanno abbandonato polemicamente il tavolo della trattativa. E non si esclude possano costruire un'alternativa all'ala censoriana della compagine. Forza Italia non riproporrà il sindaco uscente Tito Rodà che ha deciso di fare un passo indietro. A capeggiare la lista sarà il suo vice Pietro Lopreiato sponsorizzato dal coordinatore provinciale Giuseppe Mangialavori.
L'affondo. E' da tempo in corsa, invece, la lista civica guidata dall'ex consigliere regionale Salvatore Bulzomì. Proprio da quest'ultimo arrivano alcune puntualizzazioni rispetto alla ridefinizione degli equilibri politici all'interno della comunità. “Abbiamo creato una lista di salute pubblica, denominandola Insieme per la Rinascita, perchè consapevoli che Sant'Onofrio abbia bisogno di ripartire dal fallimento degli ultimi anni”. Una lista nella quale si trovano “soggetti uniti soltanto dal desiderio di rimettere in piedi il paese. Per questa ragione, pur avendo un trascorso politico che non rinneghiamo, abbiamo deciso di aggregarci per segnare la discontinuità”. E' un fiume in piena Bulzomì nei confronti dell'attuale primo cittadino: “Per lui – sostiene riferendosi a Rodà – è già umiliante che il proprio partito, dopo averlo definito lungimirante e laborioso, lo bocci in maniera clamorosa, mettendolo da parte in favore del suo vice”. L'uomo destinato a rappresentare “la continuità amministrativa”. Ad ogni modo, “ delle scelte del sindaco e del vicesindaco – conclude l'ex consigliere regionale – avremo modo di parlare in campagna elettorale, visto che di questa loro lungimiranza non si è accorto quasi nessuno. Forse hanno amministrato un altro paese”.
