È arrivata la sentenza d’Appello sull’omicidio di Gennaro Ventura, ucciso nel 1996 nelle campagne di Lamezia. Ad essere condannato il collaboratore di giustizia Gennaro Pulice Al quale in primo grado erano stati inflitti 10 anni di reclusione rimodulati poi nella sentenza d’appello.

Le motivazioni. Ventura, ex carabiniere e fotografo,  secondo quanto dichiarato dal collaboratore, sarebbe stato ucciso per vendetta in quanto, quando era ancora in servizio nell'Arma, era stato prezioso nell’individuazione e per la  conseguente condanna di una persona contigua alla cosca Cannizzaro di Lamezia, autrice di una rapina a Tivoli. Anni dopo Ventura, tornato a Lamezia a svolgere la professione di fotografo, fuucciso da Gennaro Pulice, che occultò il cadavere in una vasca situata  all’interno di un casolare abbandonato. Corpo nascosto 12 anni in una vasca. Il corpo venne ritrovato dodici anni dopo grazie alle dichiarazioni dello stesso Pulice che velocizzarono le indagini volte a scoprire le motivazioni dell’omicidio. A processo anche Domenico Antonio Cannizzaro, condannato a 30 anni di reclusione, ritenuto esponente apicale dell’omonima  cosca, accusato di essere stato il mandante dell'omicidio di Ventura. Per lui il processo d'appello continuerà a gennaio. La famiglia, intanto, costituita parte civile nel processo, ha deciso di ricorrere in Cassazione.