Una maxi operazione del 2018 dei carabinieri ha sequestrato alla famiglia Loiero, cosca di ‘ndrangheta dedita ai traffici di droga, beni per milioni di euro. Tra questi la villa a due piani, con giardino e sontuosa piscina, dove i Loiero abitavano, alle porte di Milano, in via Morona 10.

Ora, dopo il grande lavoro dei ragazzi di Libera e “Una casa anche per te“ che l’hanno rimessa a nuovo, quell’edificio da covo di ‘ndrangheta è diventato un bene sociale, dove verranno ospitati i parenti di pazienti ospedalizzati. Verranno assistiti, supportati, anche psicologicamente, grazie a un progetto portato avanti da padre Paolo Formenton della parrocchia di San Lorenzo, a cui è stata affidata la gestione del bene, dopo un concorso di idee cui hanno partecipato cittadini e associazioni.

Al taglio del nastro,  anche il prefetto Claudio Sgaraglia, che ha sottolineato l’importanza "del valore, anche simbolico: togliere il bene alla criminalità organizzata e restituirlo alla collettività. È la dimostrazione di come lo Stato interviene e vince contro l’illegalità. La prefettura – ha proseguito il prefetto – ha avviato tavoli di lavoro con sindaci e terzo settore proprio per l’utilizzo e il riuso dei beni confiscati e continua l’attività di prevenzione con le interdittive antimafia, in sinergia con le forze dell’ordine".

"Questo bene è stato rimesso a nuovo grazie alla collaborazione delle associazioni antimafia, coinvolgendo i ragazzi, il nostro futuro – ha commentato il sindaco Fabio Bottero –, a loro ci vogliamo rivolgere con questa inaugurazione, dove lo Stato vince sulla mafia". Stesso pensiero espresso da Rino Pruiti, sindaco di Buccinasco e consigliere con delega alla legalità in Città metropolitana e da don Massimo Mapelli di Ucapte, che ha ringraziato "la parrocchia per aver accettato questa sfida. Scegliamo da che parte stare: da quella di chi ha bisogno".