Secondo l'accusa, il matrimonio con l'ottantottenne era solo il primo passo di un piano per derubarlo. Dopo il matrimonio avvenuto nel 2019, la donna avrebbe interrotto la sua terapia contro l'Alzheimer, privandolo delle medicine necessarie, allo scopo di sottrargli il suo patrimonio che ammontava a più di due milioni e mezzo di euro negli ultimi sei anni. La donna, una consulente finanziaria, avrebbe approfittato della sua posizione di controllo nei confronti del marito, un ricco commercialista di trent'anni più anziano di lei. Lo avrebbe manipolato e privato delle medicine necessarie per renderlo meno lucido.

Oggi, dopo la denuncia dei figli della vittima, la donna è stata rinviata a giudizio a Roma con l'accusa di circonvenzione di incapace e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Già prima del matrimonio, la donna avrebbe accompagnato l'uomo in banca e avrebbe esercitato un controllo oppressivo sulla sua vita e sul suo patrimonio. Si sarebbe comportata in modo intimidatorio verso il personale bancario al fine di ottenere accesso ai conti e al servizio di home banking.

I due si sono conosciuti nel 2016, quando la donna lavorava come promotrice finanziaria nella banca in cui l'uomo aveva i suoi conti correnti, polizze e investimenti. Dopo la convivenza, si sono sposati nel 2019. Secondo l'accusa, l'86enne sarebbe stato costretto a contrarre matrimonio. Questo avrebbe impedito la nomina di un amministratore di sostegno e consentito alla donna di assumere la tutela e il controllo delle risorse patrimoniali. Nel 2017 è stata diagnosticata all'uomo la malattia di Alzheimer, ma da un paio d'anni soffriva già di deterioramento cognitivo, che si aggravava costantemente.

Nonostante la diagnosi di Alzheimer, la donna avrebbe rapidamente trovato un modo per far interrompere all'uomo la terapia e i trattamenti medici per la sua malattia. Successivamente, l'uomo avrebbe compiuto azioni a vantaggio esclusivo dell'imputata. Ad esempio, ci sono stati 15 bonifici effettuati tra il 2017 e il 2019 su un conto corrente intestato alla donna, per un totale di 151.600 euro. Inoltre, ci sono stati altri 21 bonifici per un totale di 178.000 euro. La donna aveva convinto l'uomo a disinvestire e liberare 532.838 euro che poi sono finiti sul suo conto. A ciò si aggiungono trasferimenti di fondi di investimento internazionali e la compravendita di un appartamento in via Cortina d'Ampezzo per 560.000 euro.