'Ndrangheta: sequestro al clan Iannazzo di Lamezia, le reazioni degli inquirenti
Investigatori, rappresentanti delle associazioni mafiose e politici sottolineano l'importanza dell'operazione odierna che ha sottratto ai clan beni di ingente valore
"Le attività investigative portate a termine questa mattina sono il proseguimento delle indagini svolte dal pm Elio Romano sul territorio lametino e che si sono concluse con il sequestro di quote societarie di attività riconducibili alla cosca Iannazzo. Gli accertamenti patrimoniali hanno permesso infatti di chiarire i rapporti esistenti tra il clan e numerosi imprenditori svolti in massima parte grazie alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia e dall'ascolto di intercettazioni". Così il procuratore della Dda di Catanzaro nel corso della conferenza stampa seguita all'operazione denominata "Nettuno" che ha portato al maxi-sequestro nei confronti del clan Iannazzo di Sambiase. "Quello che mi preme sottolineare - ha spiegato Bombardieri - è che l'ufficio di procura garantirà i livelli occupazionali e la fruibilità delle attività commerciali sottoposte a sequestro. Nessun negozio sarà chiuso e non ci sarà nessuna perdita occupazionale. Saranno a breve individuati professionisti che garantiranno la prosecuzione delle normali attività e ci sarà solo un passaggio di consegne di carattere amministrativo".

Il comandante della Guardia di Finanza, generale Gianluigi Miglioli, ha commentato l'operazione spiegando che si tratta di "un'indagine che si commenta da sola e della quale andiamo fieri". Il colonnello Michele Di Nunno, dal canto suo, ha invece sottolineato che l'operazione non è stata svolta secondo i metodi tradizionali. "Le investigazioni - ha spiegato Di Nunno - sono state precedute da attività tecniche volte alla ricostruzione dei rapporti tra gli imprenditori e la consorteria mafiosa, sfruttando le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Sono così emersi imprenditori non soggiogati ma che comunque intessevano rapporti di reciproche prestazioni. Già l'operazione Andromeda aveva fatto emergere come l'imprenditore Franco Perri, a fronte di commesse per lavori edili, forniture di materiali e assunzioni di soggetti indicati dalle cosche, ha ottenuto il monopolio economico della grande distribuzione nel territorio lametino".
Sequestro clan Iannazzo. Bombardieri: “Colpito impero finanziario della cosca” (VIDEO-INTERVISTA)
don Luigi Ciotti per conto di "Libera", intervenendo a Messina per la manifestazione nazionale della XXI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia, spiega invece che "Il problema ancora una volta sono un'accelerazione dei tempi e un chiarimento netto sulle priorità che Parlamento e Governo devono darsi, anche in riferimento alla necessita' di maggiori velocita' e trasparenza sui beni confiscati. Mentre noi stiamo parlando, 500 milioni sono stati infatti sequestrati dalla Dda di Catanzaro e questo mi sembra il segno di quanto si sta facendo concretamente. Ma c'è una grande riforma da fare in Italia: la riforma delle nostre coscienze". (cz1)
