Otto sindaci del Vibonese escono allo scoperto e denunciano “la spoliazione che sta interessando l’ospedale ‘San Bruno", "un processo che deve essere arrestato al più presto. Nuove privazioni significherebbero infatti lo spegnimento definitivo della struttura con conseguente impatto devastante per tutta la comunità dell’entroterra”.
I primi cittadini di San Nicola da Crissa (Giuseppe Condello), Nardodipace (Romano Loielo), Brognaturo (Rossana Tassone), Simbario (Gennaro Crispo), Mongiana (Francesco Angilletta), Fabrizia (Francesco Fazio), Polia (Luca Alessandro) e Francavilla Angitola (Giuseppe Pizzonia) e il presidente del Comitato “San Bruno” (Rocco La Rizza) denunciano "trasferimenti di personale, pensionamenti senza le dovute sostituzioni, richieste rimaste inascoltate: questi – secondo i primi cittadini ed il presidente del Comitato che si rivolgono al presidente Occhiuto – sono i principali motivi che hanno portato nel corso degli anni al depauperamento del presidio. Basta pensare a quanto è successo con la Cardiologia o alle attuali condizioni della Radiologia e basta vedere cosa sta accadendo al distretto sanitario che ormai è anche sprovvisto del servizio per l’esenzione del ticket; si capisce così il perché di un destino non ineluttabile, ma disegnato in anticipo o di cui sono state scientificamente poste le condizioni per la realizzazione”.
E ancora: "I cittadini sono costretti a vivere indescrivibili disagi proprio sul delicato tema della salute senza che chi ha il potere di decidere muova un dito in loro difesa. Noi questo scenario lo rifiutiamo con forza e ci batteremo fino in fondo per rivendicare il sacrosanto diritto dei nostri cittadini che devono avere la possibilità di scegliere se rimanere nella loro terra. Oggi, in queste condizioni, non hanno questa opportunità perché c’è chi sta tentando di cancellarla”.
“Come rappresentanti del popolo ci sentiamo in dovere di non rassegnarci e di non rimanere in silenzio. Non accetteremo che il nostro territorio sia bistrattato mentre altrove riaprono reparti o si effettuano inaugurazioni, al contrario intendiamo portare avanti un percorso volto a far tornare i nostri cittadini al pari di tutti gli altri. Intraprenderemo pertanto tutte le strade legali affinché l’Asp e la Regione ci restituiscano ciò che è nostro”.