Prostituzione, operazione "Jonio-Tirreno-Sex": scoperte case "a luci rosse"
Sono state raccolte diverse testimonianze da parte dei numerosi avventori delle “case di prostituzione” nonché da parte delle prostitute identificate all’interno di esse
All’alba del 25 ottobre, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Gioia Tauro (RC) e della Stazione Carabinieri di San Luca (RC) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Palmi, dott. Alberto INDELLICATI, su richiesta della locale Procura della Repubblica, dott.ssa Anna PENSABENE, a carico di 7 (sette) persone originarie del comune di Gioia Tauro, dell’Ecuador e della Colombia, tutte ritenute responsabili di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di gestione di case di lenocinio. Nel corso dell’attività sono state denunciate ulteriori quindici persone per analoghe condotte delittuose. Sugli stessi sono ancora in corso accertamenti essendo state interessate anche altre Procure Calabresi. L’attività d’indagine, scaturita nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto intrapresa di citati reparti, ha avuto inizio nell’agosto del 2014 da parte della Compagnia CC – N.O.R.M. Aliquota Operativa – di Gioia Tauro ed avrebbe trovato riscontro nelle attività tecniche di intercettazioni telefoniche esperite dal Comando Stazione CC di San Luca, a seguito delle risultanze emerse nel corso di pregresse attività investigative svolte nell’ambito dell’indagine denominata “Colombiani d’Aspromonte”, conclusasi nel mese di aprile u.s. con l’esecuzione di una misura cautelare emessa nei confronti di 30 soggetti ritenuti responsabili di traffico di armi e di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.
Le indagini. Nel prosieguo delle indagini sono state raccolte diverse testimonianze da parte dei numerosi avventori delle “case di prostituzione” nonché da parte delle prostitute identificate all’interno di esse. Tali dichiarazioni sarebbero state successivamente corroborate da numerosi riscontri ottenuti grazie all’ausilio di attività tecnica di intercettazione dalla quale sarebbero emersi ulteriori elementi che avrebbero permesso di delineare in maniera più eloquente l’esistenza di un presunto sodalizio criminale finalizzato allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione nonché ad accertare le presunte singole responsabilità di ciascuno degli indagati. A conclusione delle indagini condotte congiuntamente dai suddetti Comandi Arma e coordinate dal P.M., dott.ssa Anna PENSABENE, che avrebbero permesso di appurare l’esistenza in Gioia Tauro di diversi appartamenti "adibiti - secondo gli investigatori - a case di prostituzione ove veniva registrato un continuo via vai di numerosi clienti provenienti da diverse parti della provincia reggina", il G.I.P. presso il Tribunale di Palmi (RC) emetteva un’Ordinanza di Custodia Cautelare nei confronti di 7 soggetti, accogliendo anche la richiesta di sequestro di alcune abitazioni site in Gioia Tauro alle vie Salerno, via Cosenza e via Bixio, ritenute adibite a case di prostituzione.
Case "a luci rosse". Nello specifico, venivano individuati due soggetti che avrebbero gestito le “case di prostituzione” site in via Salerno e via Cosenza, in concorso con i rispettivi proprietari, prendendo contatti diretti con le prostitute da fare affluire all’interno di esse e facendole prostituire garantendo ciclicamente la loro permanenza nelle varie abitazioni. A tale attività avrebbe concorso anche un altro soggetto, "tuttofare", al quale sarebbe stato affidato il precipuo compito di sopperire alle più svariate esigenze di vita delle varie prostitute durante la loro permanenza all’interno di dette “case a luci rosse”. Un ultimo soggetto, inoltre, avrebbe trasformato, sempre secondo la tesi degli investigatori, un’abitazione di sua proprietà sita in via Bixio di Gioia Tauro (RC) in una vera e propria casa di lenocinio nella quale avrebbe fatto alternare numerosissime prostitute, anche con cadenza settimanale, la maggior parte delle quali di origini dominicane. Al termine delle operazioni le abitazioni destinate a “case di prostituzione” sono state poste sotto sequestro.
