A Vibo vetrine sono illuminate, le saracinesche alzate, ma il centro città è deserto. I commercianti di Via Luigi Razza, Piazza Michele Morelli e Viale Alcide De Gasperi lanciano un grido d’allarme: “Siamo vivi solo sui registri della Camera di Commercio. Ma senza clienti, senza accesso, senza futuro”.

La denuncia è chiara e accorata. I cantieri urbani, avviati con l’intento di riqualificare alcune zone centrali, si stanno rivelando un boomerang per il commercio locale. “Ci stanno portando alla morte del commercio vibonese. E noi, lentamente, ci stiamo spegnendo”, affermano i negozianti.

Secondo quanto riportato nel comunicato, le chiusure simultanee di più arterie centrali, unite all’assenza di operai, stanno isolando intere aree commerciali. “Stiamo morendo in piedi. Una lenta agonia, causata da chi ci dovrebbe tutelare”.

Particolarmente critica la situazione su Viale Alcide De Gasperi, dove – denunciano – “un tragitto di pochi metri è stato trasformato in un percorso alternativo labirintico, con un manto stradale da far invidia alla brughiera. I clienti rinunciano a raggiungerci per non rischiare multe o per la fatica di attraversare una città ostaggio dei cantieri”.

Anche Via Luigi Razza è al centro delle polemiche: “Il cantiere è stato riaperto il 4 agosto senza alcuna attività in corso, per poi fermarsi del tutto per ferie estive. Non c’è nemmeno un cartello che indichi l’impresa o le date dei lavori. È una violazione delle più basilari norme sulla legalità”.

E su Piazza Michele Morelli, i commercianti si chiedono: “Sembra ultimata, ma non è ancora restituita alla comunità. Come stiano realmente le cose? Non è dato sapere”.

Il messaggio è diretto all’amministrazione Romeo, accusata di immobilismo e mancanza di vigilanza: “Ci chiudete senza dirlo: non con un decreto, ma con cantieri eterni e silenzi assordanti”.

Le richieste sono precise: “Vogliamo la pubblicazione della cronologia dei lavori per ogni cantiere aperto. Chiediamo sanzioni per le ditte inadempienti. Pretendiamo la riapertura immediata delle vie non soggette a lavorazione attiva. Serve un piano di gestione efficace e coordinato che tenga conto delle esigenze delle attività di prossimità”.
Il tono è drammatico, ma determinato: “Non chiuderemo per scelta. Ci stanno chiudendo per abbandono”.