Dalila Nesci si è dimessa da relatrice sul decreto Sanità Calabria, dopo esser finita sotto accusa per un presunto caso di conflitto di interessi. Verrà sostituita dalla presidente della commissione Affari sociali, Marialucia Lorefice, sempre del M5S. Sarebbe stato lo stesso Movimento, a quanto apprende l'Adnkronos, a chiedere a Nesci di fare un passo indietro. La Lega, inoltre, nelle ultime ore si era 'alleata' con le opposizioni chiedendo alla deputata calabrese di rinunciare all'incarico.

A sollevare la questione ieri era stata Enza Bruno Bossio (Pd), seguita da Enrico Borghi, che aveva puntato il dito contro Gianluigi Scaffidi, collaboratore della parlamentare pentastellata. Era quindi intervenuta la ministra: "So quanto ho combattuto per fare questo decreto per una regione che ho preso a cuore a causa delle gravi difficoltà che ha. Ho fatto questo decreto consapevolmente, per rispettare la missione che mi sono presa come ministro e che voi, come Parlamento, avete nell’approvarlo. Non ho alcun attaccamento per alcun curriculum, purché i candidati abbiano la professionalità necessaria. Non ho alcun motivo di difendere Scaffidi o Pinco Pallo ma ci tengo a dire che non vi è alcun conflitto di interessi", ha dichiarato in aula alla Camera. Non è una norma ad personam – aveva aggiunto – come sapete molte regioni si sono trovate costrette ad assumere medici in pensione, perché non sempre ci sono le professionalità adatte tra i medici. Ci siamo voluti dare una chance in più per avere dei medici che possano andare in Calabria. Se ritenete che io, in questo momento, debba darvi una risposta su qualcosa che non è ancora avvenuto ma dovrà avvenire e se non ritenete sufficiente la mia assicurazione che verrò in Aula a informarvi sulle nomine, posso garantire che, se questo elemento diventa dirimente per proseguire correttamente, noi rinunceremo a qualunque ipotesi, di fare questa nomina in questo momento".