Viola gli arresti domiciliari e finisce di nuovo in carcere. Con questa accusa gli agenti del commissariato di polizia di Serra San Bruno, diretti dal dirigente Valerio La Pietra, hanno arrestato Daniele Cortese, 26 anni, residente a Capistrano, già ai "domiciliari" dal luglio scorso in quanto  in quanto fermato in auto con a bordo, ed occultata, della sostanza stupefacente. Arrestato e condotto in carcere a dicembre per inosservanza degli obblighi derivanti dalla detenzione domiciliare, Cortese aveva ottenuto nuovamente gli arresti domiciliari. Ora, quindi, un nuovo arresto a cui hanno collaborato gli uomini del reparto anticrimine e i cinofili di Vibo Valentia.

Daniele Cortese

In particolare, nell'abitazione Daniele Cortese è stato sorpreso un soggetto noto alle forze dell'ordine che all'atto del controllo della polizia si era nascosto sotto il letto. E' stato uno dei cani della polizia a fiutare il giovane amico di Cortese che è stato trovato in possesso anche di marijuana. Per Cortese - secondo quanto reso noto dai poliziotti del Commissariato di Serra San Bruno - è scattata quindi un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip con l'accusa di violazione degli arresti domiciliari, regime detentivo che vieta la presenza in casa di persone estranee ai conviventi del detenuto. (g.b.)

polizia Serra

Viola “domiciliari” e finisce in carcere (LEGGI QUI)

In merito all'arresto, dai genitori di Daniele Cortese riceviamo e pubblichiamo:

"La Famiglia Cortese si dissocia da quanto apparso in data 23/02/2016 su le varie testate giornalistiche circa l'arresto dei giorni scorsi perpetrato ai danni di Cortese Daniele classe '90 ed il conseguente ritrovamento di sostanza stupefacente presso il suo domicilio. La narrazione dell'episodio apparso sulle testate varie e la circostanza dei fatti, presenta elementi confusi ma soprattutto non veritieri. Teniamo perciò, attraverso questo comunicato di rettifica,a menzionare l'esatta dinamica dei fatti descrivendola minuziosamente passo passo. Cortese Daniele difeso dall'avvocato Rotundo del foro Catanzarese, in data 4 febbraio 2016 intorno alle 22:00 si trovava appisolato sul divano di casa sua. Dopo pochi minuti il primo suono al campanello. Si tratta del cugino di primo grado che abita al piano di sopra del domicilio di Cortese all' interno dello stesso stabile e non di uno sconosciuto o estraneo per come apparso, sceso solo per chiedere qualche cucchiaino di caffè. Poco dopo il secondo suono del campanello della porta di casa, questa volta ad attenderlo però la polizia del comando di serra San Bruno recatisi per una perquisizione con le suddette unità cinofile. All'ascolto dei poliziotti , il cugino per evitargli guai giudiziari dovuti alle misure restrittive di domicilio applicate allo stesso cortese, provvedeva a nascondersi. Sarà in seguito ritrovato dalle unità cinofile, ma a parte il ritrovamento del cugino, finita la perquisizione senza alcun ritrovamento di stupefacenti né di elementi di altro genere All' interno della nostra abitazione, teniamo a ribadirlo, il comando di polizia di serra San Bruno provvedeva a rilasciare copia del verbale con esito negativo che alleghiamo a questo comunicato. A prova di quanto affermato infatti ,L'arresto di nostro figlio avverrà solo nella giornata di martedì 23 febbraio 2016 ore le 15:45 da parte della polizia di Stato per via della revoca della misura domiciliare. Con forte senso di amarezza e di indignazione chiediamo solo la verità dei fatti ma soprattutto un pò di rispetto.  I genitori di Daniele Cortese. ".