Comune, "Vibo Unica" risponde alle polemiche: "Obiettivo è risoluzione dei problemi"
I consiglieri comunali di Vibo Unica chiariscono la propria posizione, rispetto alle polemiche dei giorni scorsi in seguito alla presentazione dell’odg sul canile di Vibo Valentia
"Interveniamo, in merito alle recenti polemiche che hanno interessato l’assessorato alle politiche sociali in seguito alla presentazione dell’ordine del giorno volto a stimolare gli enti preposti alla risoluzione delle note problematiche che hanno ad oggetto il canile di Vibo Valentia". Con queste parole i consiglieri comunali di Vibo Unica (Claudia Gioia, Samantha Mercadante, Alfredo Lo Bianco, Angelo Palamara) ribadiscono alcune questioni, rispetto al problema, che definiscono "sostanziali".
I "punti". "Ogni consigliere comunale - dicono - ha il diritto/dovere a presentare ordini del giorno che si pongano come obiettivo la discussione generale su problematiche di rilevante interesse collettivo e ciò a prescindere dalla posizione in giunta di ciascun assessore; né tantomeno, l’iniziativa particolare, dispiegata dal consigliere, può considerarsi un atto di sfiducia nei confronti dell’assessore che, per mera coincidenza, si trova a gestire una delega coerente con la tematica oggetto di discussione. Ed infatti, laddove si condividesse l’idea, secondo la quale ogni iniziativa di consiglio comunale sia preventivamente da evitare, salvo la compromissione della posizione di un assessore in giunta, si svuoterebbe il consiglio comunale delle sue prerogative e si renderebbe ostaggio ogni suo componente". "Nella fattispecie - continuano -, dunque, l’ordine del giorno presentato dal consigliere Samantha Mercadante (ben diverso dall’interrogazione), ha avuto il solo obiettivo di introdurre per le vie istituzionale il problema del canile, affinché, attraverso le determinazioni del consiglio, si potesse rendere più trasparente l’azione di governo, senza che ciò abbia potuto significare una sfiducia nei confronti dell’assessore Scrugli a cui va tutto il sostegno politico ed amministrativo per il meritorio lavoro che caratterizza il suo mandato. Siamo dell'idea, dunque, che - chiosano - ogni discussione che interessa la città, debba essere affrontata pubblicamente e non al coperto di una stanza, considerando coloro che optano per la seconda soluzione come soggetti che tradiscono il mandato elettorale".
