I fatti contestati, riporta, FanPage.it, i risalgono al 2020 quando all’uomo, che aveva 23 anni, i familiari della minore affidavano assiduamente la piccola perché se ne occupasse in loro assenza per lavoro. Secondo l’accusa, gli atti sessuali tra cugini sarebbero andati avanti per mesi nell’abitazione di famiglia a Riccione durante le continue assenze da casa dei genitori della minore impegnati al lavoro. I genitori non si erano accorti di nulla fino a quando era emersa la gravidanza della minore, già all’ottavo mese. Fu la scuola a scoprire la gravidanza e a segnalare la situazione ai parenti portando agli accertamenti medici e alla denuncia. Quando si scoprì la gravidanza, l’uomo tentò di allontanarsi lasciando Riccione per trasferirsi da alcuni parenti a Firenze dove era stato poi rintracciato e arrestato. L’uomo ha sempre sostenuto che fossero rapporti consenzienti e la cugina, oggi quasi maggiorenne, ha sempre confermato il consenso. Il figlio nato dalla relazione è poi cresciuto con la famiglia della ragazza.
L’accusa aveva richiesto una condanna a 10 anni di carcere per l’uomo, ma il giudice lo ha sentenziato a 8 anni. Il 28enne era anche accusato di spaccio, ostacolo alla giustizia e violenza sessuale su un’altra cugina di 12 anni, ma è stato assolto poiché il fatto non è stato ritenuto vero. Secondo le indagini, alcuni membri della sua famiglia avevano incitato la minore a denunciare eventi che non erano accaduti. Il legale di difesa ha già annunciato che presenterà ricorso in appello. Nel frattempo, il ragazzo rimane libero, senza restrizioni, anche dopo la sentenza di primo grado, ma non gli è consentito vedere suo figlio fino a nuove disposizioni nei prossimi gradi di giudizio.

