Filippo Bartuli, storico e studioso, rigoroso e puntuale, se ne è andato all’età di 94 anni. Si è spento ad Ostia, dove viveva ormai da tempo, ma con gli occhi e il pensiero costantemente rivolti ai luoghi, alle vie e agli angoli, nessuno escluso, della sua Mileto, che con i suoi scritti e le sue ricerche ha fatto riemergere dalla polvere e dall’oblio, con l’ entusiasmo del combattente fuori dal coro e con lo stile colto ed elegante degli uomini di penna di una volta e nello stesso con lo spirito giovanile di chi non demorde e sa guardare oltre. Memorabile tra le sue opere il libro che ha dedicato, dopo anni di meticolose ricerche, alle incursioni anglo-americane, durante la fase finale della seconda guerra mondiale, su 60 città e località calabresi. Un’opera ancora oggi ricercatissima, soprattutto da studiosi e laureandi alla prese con l’ultimo miglio del loro corso di studi.
Io ebbi il piacere di avere lunghi colloqui con Filippo Bartuli negli anni in cui fui sindaco, in preparazione agli eventi legati alla commemorazione della strage di Carasace, in cui il 16 luglio del 1943 persero la vita 30 civili enormi, ma soprattutto all’epoca in cui, negli anni Novanta, pubblicavamo a Mileto il quindicinale “L’artiglio”, con sede in Piazza Italia. Di questi periodi ricordo i suoi racconti, la sua mente enciclopedica, la sua piacevole ironia, il suo parlare di gusto, i suoi modi gentili e, infine, la puntuale consegna degli articoli in una busta bianca. Al suo interno oltre al testo figurava sempre un bigliettino di ringraziamento per l’attenzione. Nel 1996 mi consegnò un pezzo su sindaci della vecchia Mileto che venne poi pubblicato nell’edizione della prima decade di aprile. Nello scritto che suscitò l’attenzione di più di un ricercatore veniva evidenziato che le elezioni si tenevano ogni anno in genere nel mese di marzo e che dal 1746 furono spostati al mese maggio. I designati dovevano avere almeno 26 anni e potevano esercitare il loro mandato solo dopo il beneplacito del feudatario o del suo rappresentante.
Il nostro ultimo incontro risale da alcuni anni fa, durante il periodo estivo, nei pressi della Villa comunale. Nonostante gli acciacchi, lo spirito di Bartuli era sempre lo stesso: indomito, elegante e pronto a nuove sfide culturali. Nel ricordargli i suoi meriti storici lo studioso miletese replicò con un sorriso e una pacca sulla spalla. Poi riprese il suo cammino in via Duomo con passo leggero, avvolto da chissà quali antichi ricordi.