Istituto scolastico del Vibonese "smembrato": scatta la protesta
Un imperioso “No” echeggia dal territorio nicoterese al piano di dimensionamento e di razionalizzazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2024/25. Una scelta definita “scellerata” quella di smembrare gradualmente le Scuole Nicoteresi che negli ultimi anni hanno svolto un indiscusso e meritevole lavoro culturale sul versante della lotta alle mafie e dell’inclusione sociale.
Il progressivo depotenziamento dell’Omnicomprensivo “B.Vinci”, l’impossibilità a perseguire un percorso che preveda il consolidamento dello stesso e contestualmente lo smembramento dell’Istituto Comprensivo “Pagano”, rappresenterebbero per la comunità nicoterese, una scelta miope, lontana dalle esigenze di un territorio a forte rischio criminalità. Una comunità che fa appello allo Stato ed esige la presenza dello stesso sul territorio attraverso le scuole che ne rappresentano l’avamposto. Un territorio che paventa che il piano di dimensionamento inneschi una pericolosa rottura della relazione scuola/territorio in quanto la vicinanza è uno dei presupposti fondamentali per favorire l’inclusione dei soggetti a rischio dispersione e non solo. La creazione di scuole satelliti e la compromissione del legame di prossimità non garantirebbe, difatti, la capillarità dell’azione educativa e causerebbe una frattura con le istanze territoriali e renderebbe il Piano dell’offerta formativa privo di reale aderenza al territorio e alle sue problematiche endemiche. Tale capillarità, ovviamente, non potrà essere garantita dal nuovo piano di dimensionamento che ha celebrato il funerale degli Omnicomprensivi; tale modalità apparirebbe contraddittoria anche con la ratio sottesa ai recenti investimenti sulla scuola, previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e vanificherebbe i recenti investimenti in tecnologia, arredi e formazione.
In un documento unanime, gli attenti cittadini nicoteresi, affermano che "il preoccupante fenomeno dell’abbandono, e della dispersione scolastica, esiga la presenza delle scuole sul territorio, importanti presidi pubblici ed istituzionali. Il profilarsi di soluzioni di dimensionamento e progressivo smembramento rischierebbe, infatti, di svilire il percorso intrapreso dalle scuole nicoteresi che hanno fatto grandi investimenti per ampliare il coinvolgimento attivo, anche in orario extra-curriculare, degli studenti riorganizzando spazi scolastici e adottando strategie didattiche innovative che hanno in questi ultimi anni, trasformato le scuole del territorio in uno spazio identitario della comunità intera. Per queste caratteristiche sociali e culturali e per la particolare fisionomia del territorio, per l’intera comunità, non appare plausibile alcuna forma di soppressione, aggregazione.
Le motivazioni da addurre sono molteplici: il carattere di prossimità ha favorito un rapporto costante e costruttivo con le famiglie agendo sensibilmente sulla riduzione del fenomeno della dispersione scolastica e conseguente pericolo sociale. Gli uffici di segreteria garantiscono un ulteriore servizio in presenza a favore delle istanze del territorio. In aggiunta come non evidenziare la centralità della scuola come spazio sociale e culturale anche per gli adulti: è in costante aumento il numero di iscrizioni al corso serale dell'Iti “A.Russo”. L’appello corale si nutre poi della più importante delle motivazioni: il territorio è a forte rischio criminalità e le organizzazioni criminali non potrebbero che trarre giovamento da un ridimensionamento del ruolo educativo e culturale della scuola il cui depotenziamento potrebbe agevolare la creazione di pericolosi vivai". Con queste motivazioni la comunità rivolge un accorato appello ai sindaci interessati dal provvedimento, al prefetto, al presidente della Provincia e della Regione, al Ministro dell’Istruzione, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica affinché le istanze vengano accolte. L’invito accorato è che l’Omnicomprensivo di Nicotera con l’Istituto Comprensivo “Pagano” possano continuare a rivestire i ruoli di luoghi privilegiati di cultura e conoscenza, considerati gli unici antidoti contro la criminalità organizzata.
