L’eroe calabrese che ha sfidato l’inferno di Crans-Montana
L'analista finanziario ha salvato decine di ragazzi nel rogo del locale “Le Constellation”. Insieme al figlio ha sfondato a mani nude la porta della trappola di fuoco

«Dentro era una trappola, ma non ho pensato al rischio. Vedevo quei ragazzi e pensavo che avrebbero potuto essere i miei figli». Con queste parole Paolo Campolo, 55 anni, originario di Campoli (Reggio Calabria), racconta dal suo letto d'ospedale la notte di terrore che lo ha trasformato nell’eroe del Capodanno 2026.
Trasferitosi in Svizzera nel 2023, l'analista finanziario si è ritrovato nel cuore della tragedia del bar “Le Constellation” poco dopo l'una di notte. Una telefonata disperata della figlia della compagna lo ha avvertito della strage in corso a pochi metri da casa sua: fiamme altissime e un fumo nero, denso, che stava togliendo l’ossigeno a decine di giovani intrappolati nel locale.
Mentre i soccorsi erano ancora in viaggio, Campolo non ha esitato. Insieme al figlio Gianni si è precipitato verso una porta di servizio bloccata, dietro la quale, attraverso il vetro, si intravedevano corpi accatastati. «Non avevamo asce, nulla. Abbiamo puntato i piedi contro la vetrata e tirato con tutta la forza che avevamo in corpo», ricorda Campolo.
Una volta ceduto l'infisso, l'orrore si è palesato in tutta la sua violenza: decine di giovani ustionati e intossicati sono crollati verso l'esterno. Paolo ha iniziato a estrarli uno dopo l'altro a mani nude, trascinandoli verso la salvezza mentre invocavano aiuto in diverse lingue, compreso l'italiano.
Nonostante la lieve intossicazione da fumo che lo ha costretto a un breve ricovero all'ospedale di Sion, il pensiero di Paolo è corso subito alla sua terra d'origine. Ha chiamato i cugini a Campoli per rassicurarli, portando con sé il peso di quelle voci disperate ma anche la consapevolezza di aver evitato una strage ancora peggiore.
Oggi Crans-Montana lo celebra come un eroe, ma lui preferisce ricordare la solidarietà dei locali vicini, trasformati in hub sanitari improvvisati: «In mezzo all’orrore, quell’umanità non la dimenticherò mai». Mentre il fidanzato della figlia della compagna lotta tra la vita e la morte a Basilea, la comunità reggina si stringe con orgoglio attorno al gesto straordinario del suo concittadino.
