ELEZIONI 2018 | La Calabria si risveglia a "5 stelle", cancellato il Pd: cadono molte "teste coronate"
Il centrodestra riesce ad eleggere tre parlamentari in quota uninominale. Brilla nel Vibonese la stella di Wanda Ferro, risultato positivo per Cannizzaro e Siclari. Sconfitta cocente di Mimmo Tallini e Piero Aiello. Disco rosso anche per Andrea Gentile
di TONINO FORTUNA
La Calabria si risveglia a Cinquestelle. Come tutto il Mezzogiorno, d'altronde. Sparisce il Partito democratico, divorato dall'ondata di protesta che ha letteralmente sommerso i candidati dem. Poco conta se i nomi siano altisonanti, se si tratti di buoni o cattivi amministratori. Il Pd viene spazzato via e con esso, cinque anni di Governo Renzi-Gentiloni. Alla punta dello Stivale, praticamente, non c'è storia. Nei dodici collegi uninominali trionfano i Cinquestelle e il Pd incassa uno zero assoluto che dovrà far riflettere tutti, governatore e stato maggiore della compagine in primis.
"Teste coronate". Il centrodestra si difende molto a fatica, pur andando al di sotto delle attese. Brilla la stella di Wanda Ferro nel Vibonese, Francesco Cannizzaro la spunta nel collegio di Gioia Tauro, vince anche Marco Siclari a Reggio Calabria, ma per il resto è un monologo dei pentastellati. Finisce 9-3 nei collegi uninominali, un punteggio più che tennistico e cadono anche tante "teste coronate", per usare un eufemismo. In quanti sarebbero stati pronti a scommettere sulla sconfitta di Andrea Gentile, figlio di Tonino, di Mimmo Tallini, l'uomo delle preferenze, del duo Occhiuto-Santelli (che salvano la loro pelle grazie al proporzionale, ma non raccolgono nulla nei collegi uninominali del Cosentino), dell'ex presidente del Consiglio regionale Franco Talarico a vantaggio di Federica Dieni, dell'uscente Piero Aiello? Ebbene, i Cinquestelle per la prima volta hanno letteralmente polverizzato i due poli affermando una supremazia tale da mandare in crisi chiunque. Al Senato Morra, e soci ottengono in Calabria il 43.23%, un dato di oltre dieci punti superiore a quello nazionale. Forza Italia si attesta al 21.6%, il Pd si ferma al 14,5%. Una catastrofe che trascina all'inferno tutti i candidati dem all'uninominale. Da Aquila Villella a Sonia Ferrari, passando per Antonio Scalzo e Ottavio Amaro. Uno zero che fa rabbrividire anche alla Camera, dove i dem totalizzano 0 su 8, arrivando terzi dappertutto. Nulla da fare per Luigi Incarnato, Giacomo Mancini, Ferdinando Aiello, Brunello Censore, Nicodemo Oliverio, Elisabetta Tripodi, Nico D'Ascola, Antonio Viscomi, salvo perchè inserito nel listino, alla stregua di altri suoi colleghi. A proposito, tra gli sconfitti di questa tornata elettorale, non è possibile non annoverare due big del Pd calabrese: il governatore Mario Oliverio e il segretario regionale Ernesto Magorno che pure verrà eletto perchè blindato da Matteo Renzi.
I dati positivi. Forza Italia ottiene il 29% dei consensi alla Camera nel collegio di Gioia Tauro, dove elegge anche un parlamentare; il Pd si difende meglio a Vibo Valentia, unico territorio nel quale sfiora il 20% dei consensi. Quanto ai Cinquestelle, raggiungono percentuali bulgare ovunque: straordinario il dato di Crotone 51.6%, come pure il 51,5% di Cosenza ed il 50,74% di Corigliano.
I dati negativi. Per Forza Italia, alla Camera, il dato peggiore è il 12,5% del collegio di Corigliano, per il Pd l'11,5% di Castrovillari. Nella performance dei Cinquestelle, il dato più basso, si fa per dire, è quello del collegio di Vibo-Soverato dove si attestano comunque, ben oltre il 32%.
