Un silenzio irreale, rotto solo dai rintocchi delle campane e dal pianto sommesso di amici e parenti, ha accompagnato l’ultimo viaggio di Antonio Nisticò. La Chiesa Nuova di Mater Domini non è riuscita a contenere la folla immensa accorsa per rendere omaggio all’imprenditore sessantenne, strappato alla vita mercoledì scorso in un drammatico incidente sul lavoro.

Il ricordo di quel terribile pomeriggio in via Barlamunda è ancora vivo nella memoria della comunità. Nisticò era alla guida del suo mezzo pesante, impegnato nel trasporto di materiale inerte, quando per cause ancora in corso di accertamento il veicolo è uscito di strada. Un volo di centinaia di metri in una scarpata che non gli ha lasciato scampo, nonostante il tempestivo e complesso intervento dei soccorritori, calatisi nel dirupo con tecniche alpinistiche per tentare un salvataggio disperato.

Durante l'omelia, il feretro è stato circondato dall'affetto della moglie Anna, dei figli Mario, Francesca e Alessia, e dei genitori Rosaria e Mario, distrutti da una perdita così improvvisa. La figura di Antonio è stata tratteggiata come quella di un uomo dedito alla famiglia e alla sua azienda di movimento terra, un professionista stimato da colleghi e dipendenti che oggi hanno voluto onorarne la memoria con una presenza massiccia.

Al termine della funzione, il feretro è stato salutato da un lungo applauso sul sagrato della chiesa, prima di muovere verso il cimitero di Gagliano per la sepoltura. La scomparsa di Nisticò lascia un vuoto profondo nel tessuto imprenditoriale locale, ma soprattutto nel cuore di una città che oggi si è fermata per piangere uno dei suoi figli più operosi.