‘Ndrangheta, chieste 11 condanne nel processo sulle nuove leve della cosca (NOMI)
Le richieste del pm della Dda di Catanzaro nel rito abbreviato dell’inchiesta “Blizzard-Folgore”

Un presunto progetto di rilancio della cosca Arena capace di mantenere collegamenti tra la Calabria e diverse città del Nord Italia. È questo il quadro delineato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nel procedimento “Blizzard-Folgore”, l’inchiesta sulle presunte nuove leve del clan di Isola Capo Rizzuto per la quale il pm Roberto Cubellotti ha chiesto undici condanne nel giudizio abbreviato davanti al gup distrettuale Pietro Agosteo.
Le richieste di pena arrivano fino a 10 anni e 4 mesi di reclusione. La più alta riguarda Pasquale Manfredi, 49 anni, detto “Scarface”, ergastolano ritenuto dall’accusa figura di vertice dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta e presunto promotore della riorganizzazione del gruppo anche dal carcere. Chiesti inoltre 10 anni e 2 mesi per Antonio Francesco Arena e 8 anni e 2 mesi per Antonio Giardino.
Contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, tentata estorsione, usura, impiego di denaro di provenienza illecita, accesso indebito a cellulari in carcere e violazioni della normativa sulle armi, tutti aggravati dal metodo mafioso.
L’operazione, scattata tra Calabria, Lombardia, Veneto, Alto Adige, Umbria e Sicilia, aveva portato all’arresto di 17 persone. Secondo la Dda, la cosca Arena avrebbe mantenuto una struttura operativa radicata a Isola Capo Rizzuto ma con interessi e collegamenti estesi anche fuori regione. Le prossime udienze sono state fissate per novembre e gennaio 2027, quando prenderanno la parola le difese prima della sentenza.
