L'INTERVENTO | I bagni pubblici e l'opposizione della maggioranza
di ROCCO TRIPODI
"Sapesse, Contessa su Corso Umberto I / han raccolto le firme quei quattro straccioni / volevano avere i bagni riaperti/ gridavano , pensi , di aver piene … le vesciche.
Mi pare di ricordare che, grosso modo, così recitava una storica vecchia canzone di lotta, che , magnificamente , si presta per introdurre un breve resoconto del consiglio comunale che si è tenuto oggi, 17 ottobre.
È stato presentato un ordine del giorno da tre consiglieri di opposizione che hanno accettato, avendolo condiviso, di sensibilizzare la giunta e l’intero consiglio per una sollecita riapertura dei bagni pubblici nel centro storico. La cosa sembrava dovesse comportare una semplice e scontata alzata di mano. Non è andata così! La maggioranza, compatta, ha votato no. Prima di questa, il sindaco. È del tutto naturale – lui dice- non trascurare questa esigenza indiscutibile, del resto lui- aggiunge- ha già provveduto a dare in concessione il locale interno alla villa comunale , adibito a ristoro, con annessi i bagni da aprire e pulire a cura del gestore; e che per gli storici bagni alle spalle del monumento ai caduti, assessore e ufficio competente hanno già fatto un sopralluogo. Perciò tanto basta per considerare risolto il problema e di conseguenza non impegnare la sua maggioranza attraverso il voto d’approvazione. Alla fine, dopo le insistenze della minoranza, ad esprimere un voto che avesse almeno una valenza di indirizzo politico, è stato risposto- e poi fatto- che avrebbero votato no. Motivazione ( come tutti i cittadini possono verificare) : ”Già tutto è stato fatto!”
Altri ancora hanno ribadito l’inutilità della procedura; chi perché sconcertato dalla sconvenienza dell’argomento; chi perché non tollerava che il suo incommensurabile intelletto venisse distratto da queste “barzellette” ( sic!). Nota bene: nelle prime quattro ore, durante l’importantissima discussione sul bilancio, nessuno di questi stessi consiglieri ha trovato utile intervenire. Io invece penso di poter affermare con assoluta certezza che la sola vera ragione per cui è stato cassato senza esitazione l’ordine del giorno è : L’ANTEFATTO; e cioè le seicentocinquanta firme liberamente raccolte sul corso Umberto tra i cittadini, protocollate e presentate in copia : questa pratica cozza culturalmente con la più volte manifestata idiosincrasia nei confronti di quanto emerge come bisogno essenziale del cittadino che autonomamente sveste gli abiti di suddito e, con strumenti di autodeterminazione, propri di una moderna democrazia partecipata, rivendica legittimamente quello che da tempo gli viene negato ( da diversi anni – signor sindaco – e non pochi giorni).
Niente passa per la volontà del popolo !
Del resto , Contessa di che si stupisce/ anche il cittadino vuole dire la sua/ e pensi che città ne può venir fuori/ non c’è più morale, Contessa!
