L'OPINIONE | "Buco nell'acqua" alla Tonnara di Bivona
Per Bivona, borgo marinaro di Vibo Valentia, la vecchia Tonnara è un luogo simbolo, da sempre considerato punto di aggregazione per la piccola comunità. Ecco perché erano stati accolti con soddisfazione i lavori di restauro che avrebbero restituito alla sua gente quei luoghi. Ma così non è stato, l’abbandono è tornato protagonista con il rischio di riportare tutto al vecchio degrado.
I cittadini di Bivona non si sono dati per vinti e, con il sostegno della Pro Loco, hanno provato a difenderla dall’incuria e dall’indifferenza. Hanno provato a coinvolgere le istituzioni, ma i tentativi finora sono apparsi vani: belle parole così come le intenzioni, ma fatti ZERO.
Ecco, allora che il blitz di venerdì mattina poteva rappresentare un primo risultato, se solo l’invito del sottosegretario ai beni culturali Maria Laura Orrico, avesse imboccato una strada già tracciata e fosse riuscita ad incanalarsi verso fatti concreti.
Il sindaco Maria Limardo, immaginando che questa potesse rappresentare una buona occasione, si è fatta accompagnare dal vice sindaco e parte della sua giunta (ovviamente l’assessore alla Cultura Daniela Rotino, ma no solo lei), affiancata dal suo consulente per i beni archeologici Mariangela Preta. Particolarmente importante il particolare che vi fossero ben due assessori regionali, Nino Spirlì (che, è bene ricordare, oltre ad avere la delega alla Cultura è il vice presidente della Giunta Regionale) e l’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio.
Al momento della riunione delle parti istituzionali, chi ha fatto gli inviti, ovvero il sottosegretario Orrico, dopo aver evidenziato il disappunto per la presenza della stampa che non era invitata (ma la notizia non si crea per invito ed i giornalisti esistono per raccontare i fatti che accadono!), ha spiegato che il “confronto tra istituzioni” si sarebbe tenuto a porte chiuse.
Perché? Cosa si deve nascondere? Cosa la gente comune non deve sapere?
Non si deve sapere che ancora una volta è stato un bluff. Che l’incontro di venerdì mattina alla Tonnara di Bivona è stato un "buco nell’acqua". La riunione a così alti livelli non ha portato a nulla, anzi… Il nodo cruciale, è bene ricordarlo, è trasferire il bene dal Demanio marittimo ad un ente gestore, altrimenti di niente altro si può parlare!
D’altronde, in una prima riunione, svoltasi non molto tempo fa in modalità online tra Salvatore Patamia, segretario regionale Mibact Calabria ed il comune di Vibo Valentia si era optato, anche grazie al competente suggerimento della consulente del Sindaco per i beni archeologici Mariangela Preta, per un passaggio alla Regione, che lo avrebbe utilizzato quale sede del costituendo “Osservatorio ambientale e culturale”, e questo spiega il motivo per cui all’incontro era presente non solo l’assessore alla Cultura ma anche quello all’Ambiente (altrimenti perché doveva venire De Caprio); anche perché il Mibact non ha né i soldi né il personale per la gestione.
Invece, durante l’incontro sono state cambiate le carte in tavola, anche perché in questo incontro – diciamo così, semiclandestino – è magicamente apparsa Antonella Cucciniello, attuale direttrice del Polo Museale della Calabria. Perché? A che pro? Se della Tonnara se ne vuole fare un Osservatorio, unica strada percorribile visto che il Mibact non ha i soldi, a che titolo qualcuno ha convocato la responsabile del Polo Museale della Calabria?
La direttrice Cucciniello nel suo intervento chiede di utilizzare un bando, scaduto nel 2019, per far riconoscere la Tonnara di Bivona come Museo del mare.
Risultato? Ognuno ha raccontato una storia diversa (addirittura il Sindaco con orgoglio ha ricordato che la sua città annovera un’iniziativa culturale di respiro “internazionale”, a che pro in questo contesto?!) che non collima con la realtà e ristravolge la situazione iniziale: non risolve il punto di partenza ovvero il passaggio dal Demanio marittimo, riporta la situazione a come era prima con il comune si ritrova nuovamente al punto ZERO, a dispetto dei sorrisi di circostanza degli amministratori convocati a questa riunione “carbonara”.
E per forza che la stampa doveva restare fuori? Come raccontare alla gente il punto ZERO.
