Si è conclusa con grande partecipazione, mercoledì 3 dicembre, l’iniziativa promossa da Legambiente Calabria e dal Circolo di Ricadi nella Green Station di Santa Domenica. Un appuntamento dedicato sia all’analisi dei più recenti dati regionali sulle illegalità nel ciclo dei rifiuti, sia al ricordo del capitano di fregata Natale De Grazia, figura simbolo delle indagini sui traffici illeciti di rifiuti, scomparso trent’anni fa. A lui è dedicata anche l’edizione 2025 del Rapporto Ecomafia.

Ricadi ha rappresentato la prima tappa della “carovana della giustizia e della memoria”, un percorso in più città italiane in omaggio al Capitano De Grazia, morto tra il 12 e il 13 dicembre 1995 mentre investigava sugli affondamenti sospetti di navi cariche di rifiuti nel Mediterraneo. La carovana proseguirà verso Massa Carrara, Policoro e La Spezia, per concludersi a Reggio Calabria nelle giornate del 12 e 13 dicembre.

Calabria al centro del fenomeno

L’incontro ha voluto ricordare una delle stagioni più oscure della storia ambientale italiana, segnata dall’esplosione dei traffici di rifiuti – anche pericolosi – tra Nord e Sud, un business nel quale la ‘ndrangheta accumulò enormi profitti, favorita per anni dalla mancanza di norme adeguate. Solo nel 2015, con la legge 68, sono stati introdotti nel Codice penale i delitti contro l’ambiente, permettendo un contrasto più efficace.

I dati del Rapporto Ecomafia 2025 confermano però come la Calabria resti una delle regioni più colpite. Con 3.215 reati ambientali, pari al 7,9% del totale nazionale, la regione si colloca al quarto posto dopo Campania, Puglia e Sicilia, registrando un incremento del 45% tra il 2022 e il 2024. Ancora più allarmante la situazione nel ciclo dei rifiuti: qui la Calabria sale al secondo posto nazionale con 1.137 reati, in crescita del 230% nello stesso triennio.

Una storia ancora piena di ombre

Una parte importante dell’incontro è stata dedicata al ricordo delle inchieste sulla gestione dei rifiuti tossici e radioattivi, avviate nel 1994 dalla Procura della Pretura di Reggio Calabria dopo una denuncia di Legambiente. Indagini che portarono alla scoperta di traffici via terra e via mare verso aree incontrollate della regione e all’approfondimento del misterioso fenomeno delle cosiddette “navi a perdere”.

Documenti della Direzione investigativa antimafia riportano che tra il 1995 e il 2000 sono scomparse nei mari del mondo 637 navi, di cui 52 nel Mediterraneo. Legambiente, incrociando diverse fonti, ne ha individuate almeno 88 affondate tra il 1979 e il 2001. Il Capitano De Grazia, figura chiave di quelle indagini, morì mentre era in missione verso La Spezia. Una perizia del 2013 attribuisce il decesso a una probabile causa tossica, lasciando ancora aperti numerosi interrogativi su ciò che stava scoprendo.

Le proposte di Legambiente

Durante la tappa di Ricadi, Legambiente ha avanzato tre richieste concrete: la ricostruzione e l’analisi completa della documentazione sulle navi affondate e sui traffici di rifiuti pericolosi, con la desecretazione di ciò che non riguarda la sicurezza nazionale; un programma di ricerca sui relitti nei mari italiani, promosso dal Ministero dell’Ambiente con il supporto dell’Ispra; il coinvolgimento della Commissione europea e dell’Unep per estendere la ricerca all’intero Mediterraneo.

I relatori e la partecipazione

L’incontro, guidato da Enrico Fontana e introdotto da Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, ha visto gli interventi di Franco Saragò, Antonino Morabito, Andrea Carnì, il colonnello Giovanni Misceo, Sebastiano Venneri, Silvio Greco e del procuratore capo di Vibo Valentia, Camillo Falvo. In sala numerosi rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e cittadini.

Hanno portato i propri saluti anche il comandante della Capitaneria di porto di Vibo Valentia Guido Avallone, il maggiore Matteo Raggio della Guardia di Finanza e il dirigente scolastico Nicola Coturi.

Una giornata dedicata alla memoria, ma anche al rilancio dell’impegno civile contro le ecomafie, per dare continuità al lavoro e al sacrificio del Capitano Natale De Grazia.