"I commissari erano stati nominati per riportare legalità, trasparenza e competenza nella gestione della sanità calabrese ma la vicenda, a dir poco paradossale, della mancata verifica sull'attività del commissario dell'Azienda ospedaliera di Cosenza da parte dell'ufficio del commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro, ci riporta indietro nel tempo e alle vicende della Prima Repubblica". Così in una nota il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione, che aggiunge: "Ieri finalmente, dopo l'interrogazione da me presentata nei giorni scorsi, l'ufficio del commissario ha avviato la verifica sull'operato del commissario Giuseppina Panizzoli".

Decisione in ritardo. "Una decisione presa in ritardo - sottolinea il consigliere regionale - a testimonianza che qualcosa nella sanità calabrese va ancora cambiata in maniera radicale visto che l'istituto del commissariamento non ha assolutamente prodotto quel salto di qualità che tutti si aspettavano, né in termini economici e finanziari, né per quanto riguarda il miglioramento dei Livelli essenziali di assistenza".

Voltare pagina. "Dopo undici anni di commissariamento è arrivato il tempo di voltare pagina" spiega Guccione, augurandosi che la verifica avviata dal commissario Cotticelli "venga svolta con la dovuta serietà". "I dati - prosegue - parlano chiaro: il mancato rispetto degli obiettivi sanitari e l'aumento dell'esposizione debitoria dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza rispetto al 2018, sono chiaramente fattori negativi emersi durante la gestione targata Panizzoli. Le valutazioni negative del Ministero sull'operato dei commissari per l'attuazione del Piano di rientro in Calabria, dimostrano ancora una volta che è necessaria una svolta. Il ministro Speranza e il governo nazionale non possono restare a guardare e devono assumere iniziative forti a garantire la salute dei cittadini calabresi".

Al comando regna l'anarchia. "La vicenda Covid-19 in Calabria - conclude Guccione - ha dimostrato come, soprattutto nelle fasi più difficili, nella catena di comando regna l'anarchia. Per fortuna la Calabria, così come altre regioni d'Italia, è stata risparmiata dall'ondata epidemiologica: il sistema ha retto perché i casi sono stati contenuti. Ma ora si stanno perdendo settimane importanti, il tempo avanza e non si lavora per colmare le lacune del nostro sistema sanitario, per attrezzare al meglio gli ospedali e potenziare l'assistenza sanitaria territoriale".