Insulti e maltrattamenti alla figlia, poliziotto rinviato a giudizio a Vibo
E' stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Vibo Valentia, il poliziotto di 41 anni, accusato di maltrattamenti nei confronti della figlioletta, con l'aggravante di aver commesso il fatto dinanzi all'altro bambino, anch'egli minorenne. Il rappresentante delle forze dell'ordine, da tempo separato legalmente dalla moglie, deve rispondere della condotta tenuta nei confronti della figlia, esposta "a continue aggressioni fisiche e verbali" oltre che di "aver instaurato all'interno del consorzio familiare -si legge dagli atti -un regime di vessatoria sofferenza e di prevaricazione".
Nella fattispecie, dalle indagini, coordinate dalla procura di Vibo guidata da Camillo Falvo e, nello specifico, dal sostituto Cecilia Rebecchi, è emerso che l'uomo avrebbe schiaffeggiato la figlia, insultandola e apostrofandola in vari modi. E non solo, la fanciulla, che oggi ha 8 anni, alla presenza del fratellino, sarebbe stata minacciata e tirata per i capelli.
Per queste ragioni, il Tribunale ha deciso di rinviarlo a giudizio, come richiesto dalla pubblica accusa, per maltrattamenti aggravati, art. 572 c.2 del codice di procedura penale.
Alla base di tutto, vi sarebbero stati i pessimi rapporti del poliziotto con la moglie, dai quali sarebbe una scaturita un'altra indagine per stalking, successiva alla separazione dei due, conclusa con un'archiviazione. "In questi anni -ha chiarito la donna a Zoom24 -mi sono sentita abbandonata, nonostante le mie molteplici denunce. Ho avuto e continuo ad avere paura di lui. Specie del fatto che si trovi ancora in città". A decidere, rispetto alla condotta tenuta dal rappresentante delle forze dell'ordine nei confronti della figlia, sarà ora il Tribunale. L'udienza è prevista per il prossimo due aprile.
