L'ospedale di Tropea "paralizzato da gravi criticità”
Il Sindacato Medici Italiani torna a denunciare le «gravi criticità» che da mesi paralizzano l’ospedale di Tropea e che, secondo la sigla, avrebbero «inevitabilmente costretto professionisti affermati a fare i conti con una triste realtà». A intervenire è la delegata provinciale dell’SMI, Alessia Piperno, che descrive un quadro definito «non più tollerabile».
«Abbiamo più volte chiesto alla triade commissariale, al direttore sanitario e a quello amministrativo – afferma Piperno – di attenzionare i gravi disagi del presidio, dal servizio di radiologia all’urologia, dalla chirurgia proctologica alla dialisi, senza dimenticare la presenza in organico di un solo medico anestesista costretto a coprire turni ordinari e tutte le reperibilità mensili».
La delegata ripercorre mesi di segnalazioni, incontri e PEC rimaste senza risposta: «Abbiamo richiesto chiarimenti sulla mancata assunzione del medico specializzando vincitore di concorso, pronto a prendere servizio. Nessuna spiegazione scritta è mai arrivata».
Il sindacato ricorda come inizialmente l’assunzione fosse bloccata da «mancanze amministrative» legate all’uscita dalla rete formativa, poi superate da una nota ministeriale del gennaio 2025. Ma l’azienda avrebbe poi sostenuto che «l’organico nei reparti fosse completo».
«Non si può usare la presenza dei medici cubani per impedire l’assunzione di un medico italiano vincitore di concorso – denuncia Piperno –. In 48 ore due aziende calabresi gli hanno proposto un contratto, mentre la nostra ASP continua a non rispondere. È evidente che non c’è alcuna volontà di assumerlo».
Particolarmente critica la situazione dell’Urologia: «È l’unico reparto della provincia e da marzo 2025 opera con due soli medici e senza anestesista. Non può effettuare interventi. Lo stesso vale per la proctologia, che nel 2024 ha prodotto 120mila euro di attività ma che l’atto aziendale ignora completamente. È come dire che il servizio non esiste».
Secondo l’SMI, entrambe le unità operative avrebbero potuto proseguire «con un anestesista per due mezze giornate a settimana e il supporto di qualche medico cubano», in attesa di assumere nuovo personale italiano. «Questa situazione è nota da quasi un anno. Perché non è stato fatto nulla? Perché siamo arrivati alle dimissioni di un primario? Dobbiamo aspettarne altre?».
Criticità anche nella dialisi: «Tropea è l’unica a garantire il servizio di dialisi peritoneale. Insieme a Serra San Bruno denuncia carenze di personale da mesi. Cosa è stato fatto nel frattempo?».
Secondo Piperno, il recente aumento di attenzione attorno all’ospedale deve rappresentare «un segnale di svolta»: «I medici della nostra provincia hanno professionalità e umanità. Meritano di vedere tutelati i propri diritti e di lavorare nelle condizioni previste dal contratto. Non si può assumere un chirurgo e lasciarlo quasi un anno senza possibilità di operare». Il sindacato conclude annunciando che continuerà la sua battaglia: «Terremo alta l’attenzione sulla sanità vibonese e sui diritti di ogni medico. Solleciteremo con forza atti concreti, nell’interesse dei cittadini e per la tutela della sanità pubblica».
