Giustizia lumaca a Vibo. Scaduti i termini di custodia cautelare torna in libertà il presunto boss di Briatico, Giuseppe Francesco Bonavita, meglio conosciuto come Pino, 74 anni, imputato nel processo nato dall'operazione "Costa Pulita", ancora in corso dinnanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Bonavita, accusato di associazione mafiosa e ritenuto tra i promotori dell'omonimo clan di Briatico, era ai domiciliari in Piemonte con l'obbligo del braccialetto elettronico e da oggi è libero con il solo divieto di dimora in Calabria che si aggiunge ovviamente al quello di espatrio (ritirato il passaporto). Così ha deciso il Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Giulio De Gregorio. Bonavita è difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Giovanni Vecchio.

Stesso provvedimento è stato adottato nei confronti di un altro "pezzo da novanta" della 'ndrangheta vibonese, Pasquale Quaranta, 57 anni (difeso dall'avvocato Diego Brancia), considerato dagli inquirenti il boss di Santa Domenica di Ricadi, imputato nel processo "Costa Pulita" per associazione mafiosa ed estorsione aggravata dalle finalità mafiose. Per lui le porte del carcere restano chiuse ma solo per via di una condanna a via definitiva all'ergastolo nell'ambito di un altro processo, quello scaturito dall'operazione "Peter Pan". E' infatti ritenuto colpevole dell'omicidio di Saverio Carone, avvenuto nel marzo del 2004 a Santa Domenica di Ricadi.