Traffico di cocaina: la Cassazione annulla le condanne per due imputati (NOMI)
In primo grado, erano stati condannati alla pena di 30 anni di reclusione, ridotti a 20 anni per l'abbreviato. La parola torna alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio
Resta ancora aperto il complesso iter giudiziario a carico di Saverio Napoli e Giuseppe Piccolo, i due calabresi originari di Polistena coinvolti in una vasta inchiesta sul narcotraffico tra la Calabria e la Sicilia. La V sezione della Corte di Cassazione ha infatti annullato la sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello di Catania, disponendo un nuovo rinvio per un ulteriore esame del caso. La decisione giunge dopo i ricorsi presentati dagli avvocati difensori Luca Cianferoni, Antonino Napoli e Francesco Formica, che hanno contestato l'impianto accusatorio riguardante la partecipazione dei loro assistiti al sodalizio criminale.
Secondo la tesi degli inquirenti, Napoli e Piccolo avrebbero ricoperto il ruolo di promotori e organizzatori di un sottogruppo di fornitori operante a Polistena. Tale cellula avrebbe garantito costanti rifornimenti di ingenti quantitativi di cocaina all’organizzazione capeggiata da Concetto Giuseppe Errigo, attiva principalmente a Comiso (RG) e con ramificazioni nelle province di Agrigento (Santa Elisabetta e Favara).
In primo grado, i due imputati erano stati condannati alla pesante pena di 30 anni di reclusione, ridotti a 20 anni per l'applicazione del rito abbreviato.
Quello pronunciato nelle scorse ore è il secondo annullamento da parte della Suprema Corte in questa vicenda: la Cassazione aveva già annullato le condanne limitatamente al reato associativo, rinviando alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio. La seconda sezione della Corte di Appello di Catania aveva riqualificato il ruolo dei due imputati da "organizzatori" a "partecipi", rideterminando la pena a 14 anni e 10 mesi per Napoli e 15 anni e 10 mesi per Piccolo. Nonostante la riduzione della pena, la difesa ha impugnato nuovamente la sentenza, ribadendo l'estraneità dei due calabresi alla struttura associativa.
La V sezione della Corte di Cassazione, accogliendo le tesi difensive esposte in pubblica udienza, ha sancito la necessità di un ulteriore passaggio processuale. Gli atti tornano dunque a Catania, dove una diversa sezione della Corte d’Appello dovrà ridiscutere la posizione dei due polistenesi, focalizzandosi sulla reale sussistenza del vincolo associativo legato al traffico di stupefacenti.
