Le accuse lo chiamavano in causa per due ipotesi di reato: peculato e abuso d’ufficio. Le indagini erano state avviate dalla stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio, che al sindaco Salvatore Solano contestavano una presunta appropriazione di una casetta in legno e l’affidamento di un incarico professionale conferito ad un avvocato presso il quale lo stesso primo cittadino di Stefanaconi aveva svolto, in passato, praticantato legale.

Entrambi i procedimenti, giunti al vaglio della Procura di Vibo Valentia, sono stati archiviati già nella fase delle indagini preliminari.

Nel primo caso - ha spiegato l’interessato - «si era ipotizzato qualcosa di inesistente, visto che la casetta in legno non era un bene di proprietà comunale, bensì, come gli stessi militari hanno accertato, un manufatto di evidente costruzione artigianale». Per quanto attiene la seconda accusa, il sindaco di Stefanaconi ha chiarito in sede di interrogatorio «la piena correttezza del suo operato« ed ha provato «oltremodo che tale incarico era solo una prosecuzione di un mandato legale per un precedente grado di giudizio già affidato al medesimo professionista» da una passata amministrazione.

«In questi anni – ha concluso il sindaco - sono stato continuo bersaglio di cattiverie e accuse gratuite, ma quanto prima, sono certo, la verità emergerà in tutta la sua chiarezza. Non è l’archiviazione di questi due procedimenti in sé a farmi gioire, ma il fatto – conclude - che ciò che in ogni modo si è tentato di togliermi, lentamente, stia ritornando al suo posto: la mia onestà».