Coronavirus in Italia, stabili i contagi e le terapie intensive: schizzano i morti (+852)
Il bollettino, con i dati di oggi sul Covid in Italia, segna un lieve calo (al 12,31%) dell'indice di positività. Intanto, il ministro Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza con cui si rinnovano le misure restrittive, per fermare l'ondata di Coronavirus, relative alla Provincia autonoma di Bolzano e alle Regioni Basilicata, Liguria e Umbria. L'ordinanza è valida fino al 3 dicembre.
Oggi si registrano 23.232 casi, in leggero aumento rispetto a ieri, ma con 40mila tamponi in più. Purtroppo accompagnati da 853 decessi, il dato più alto della seconda ondata. Lo ha detto il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, al punto stampa al ministero sull'analisi della situazione epidemiologica. "Oggi 188.659 tamponi - ha spiegato - ed è diminuita la proporzione di positivi sul totale dei tamponi. Però brutto dato dei decessi, 853, in aumento di 200 rispetto a ieri.
Un numero purtroppo alto. Come sappiamo anche quando tendono a diminuire i nuovi casi grazie all'impatto delle misure prese gli indicatori, che calano per ultimi sono proprio quelli relativi al sovraccarico delle terapie intensive e al numero dei decessi. C'è cauto ottimismo perchè diminuiscono i positivi, controbilanciato da questi numeri sui decessi, sappiamo che gli effetti di questa lunga scia si vedranno per diverso tempo". Anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli, conferma che "il rapporto positivi-tamponi scende a 12,31%, si conferma una chiara riduzione della trasmissibilita'. Le terapie intensive sono 6, i ricoveri 120". Indubitabilmente, aggiunge il presidente del Css, "questi indicatori vanno nella riduzione sperata, e servono per trovare ulteriore motivazione a perseguire tutta la strategia messa a punto". Quanto all'alto numero di decessi, "purtroppo continueremo ancora per qualche giorno a pagare un prezzo collegato a un periodo in cui il virus circolava in maniera piu' massiva". Riguardo le regioni in Lombardia 4.886 casi, 2.509 nel Lazio e 2.501 in Emilia Romagna.
