La Guardia Costiera, su disposizione della Procura di Locri, ha posto sotto sequestro il depuratore di acque reflue di località Stuppia di Staiti, in provincia di Reggio. Gli uomini della Guardia costiera avrebbero accertato che l’impianto era inattivo, da diverso tempo in stato di abbandono e invaso da forti odori nauseabondi e da una folta vegetazione spontanea. Le acque reflue, secondo gli investigatori, senza essere state depurate confluivano in un vallone, denominato Brancati, per poi finire in torrenti vicini e arrivare fino alla foce del torrente Pantano a Brancaleone.

DEPURATORE-STAITI-RC-180x240La Guardia costiera avrebbe poi rilevato la mancata l'autorizzazione provinciale allo scarico e che la cosiddetta fase di grigliatura del vaglio in ingresso non funzionava. Nei letti di essiccamento i militari avrebbero ritrovato inoltre fanghi di depurazione in misura superiore ai limiti previsti dal Testo Unico Ambientale in tema di deposito temporaneo. I tecnici dell'Arpacal hanno prelevato dei campioni di acque reflue che, analizzati in laboratorio, avrebbero confermato che non erano conformi rispetto ai parametri previsti.

Il Gip di Locri ha pertanto disposto il sequestro preventivo dell'impianto, dei letti di essiccazione e del relativo contenuto e ha affidato al primo cittadino di Staiti la custodia con facoltà d'uso del depuratore, limitata al ripristino della funzionalità dello stesso oltre che delle attività di manutenzione e di svuotamento dei letti dai fanghi.