Anpi Vibo: "La salute non è una concessione, ma un diritto costituzionale"
La crisi sanitaria che da anni colpisce il territorio della provincia di Vibo Valentia, acuitasi negli ultimi tempi in maniera drammatica, preoccupa enormemente l’A.N.P.I. provinciale. Carmine Armellino, presidente del Comitato provinciale Anpi, interviene a nome dell’associazione, sottolineando che "non dobbiamo dimenticare che deve trovare applicazione, su tutto il territorio nazionale, l’Art. 32 della Costituzione, che recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti"".
Ogni giorno, i cittadini della provincia "vivono sulla propria pelle i danni causati da anni di pessima gestione della sanità". Armellino, in merito, afferma: "Questi danni impongono agli operatori sanitari (medici, infermieri, Operatori socio-sanitari e tutte le altre figure professionali), il cui numero è palesemente sottodimensionato, di svolgere il loro servizio senza alcuna sicurezza, con l’incertezza sul proprio futuro e con i rischi connessi al sovraccarico di lavoro".
Anche i cittadini, a causa delle precarie condizioni delle strutture sanitarie, della soppressione di servizi e reparti, e della scarsità di attrezzature mediche, devono affrontare con grande difficoltà le proprie patologie. "Devono vivere nel timore di doversi rivolgere alle strutture sanitarie in caso di emergenza, con la consapevolezza che le stesse non potranno offrire adeguate soluzioni", aggiunge Armellino.
In questi giorni, si discute della chiusura “temporanea” di alcuni reparti dell’ospedale "Jazzolino" del capoluogo, e si ipotizzano soluzioni che "fanno fortemente temere che la tutela della salute, prevista dalla Costituzione, che finora è stata garantita esclusivamente per merito dell’abnegazione del personale sanitario, e che risulta ben al di sotto dei livelli essenziali cui i cittadini avrebbero diritto, si possa perdere per sempre lasciando il nostro territorio nel completo abbandono".
Armellino conclude con fermezza: "Questa sarebbe una colpa gravissima e l’ennesima offesa alla dignità dei cittadini!".
Pertanto, l’Anpi sollecita tutte le forze politiche competenti, in primis il presidente della Regione, che riveste anche il ruolo di commissario alla Sanità Regionale, "a sciogliere ogni indugio e adottare finalmente provvedimenti risolutivi nel rispetto dell’Articolo 32".
L’associazione auspica che tutte le amministrazioni comunali della provincia e tutti i rappresentanti politici si adoperino "senza sosta e facendo fronte comune, al di là delle diverse appartenenze, affinché alle cittadine e ai cittadini del nostro territorio, bambini, giovani, adulti, anziani, sia restituita la speranza di non rischiare la vita per ogni problema di salute e che possano usufruire delle strutture sanitarie efficienti cui hanno diritto perché, ribadiamo, LA SALUTE NON È UNA CONCESSIONE MA UN DIRITTO COSTITUZIONALE!".
