«Il suo libro è un concentrato di sessismo e omofobia che non è accettabile e che è chiara espressione di un governo che prova a smantellare diritti civili offendendo la dignità delle persone. Promuovere il libro del generale Vannacci significa promuovere una cultura patriarcale e violenta che mina alle libertà faticosamente conquistate e che favorisce una inversione di marcia sull'autodeterminazione dei nostri corpi».

È quanto dichiarato da Angelica Perrone, responsabile Sanità, donne e genere, e Marcella Murabito, segretario della federazione Vibo Valentia, per conto del Partito della rifondazione comunista. Le due esponenti hanno voluto commentare così l'arrivo in città di del generale Roberto Vannacci, previsto per domani sera alle 19.30 presso il Valentianum in occasione del Festival del Sud, organizzato dall'associazione Valentia.

«Portatore di un nazionalismo pericoloso, difende una "italianità" che nei fatti non esiste, considerando la storia dei popoli. Getta fango sulla nostra Costituzione, che invece ci vuole cittadin* liber* ed eguali. La libertà di pensiero è sacrosanta ma questa deve essere esercitata secondo certi limiti che evidentemente Vannacci e la sua parte politica ignorano», hanno concluso le rappresentanti del Prc.