'Ndrangheta, Gratteri: "Non paragonatemi a Falcone lui era un gigante"
"Ero giovane. Da Gerace andavo a scuola a Locri, dove davanti alle medie, poi al liceo, non sopportavo l’arroganza dei figli dei mafiosi che si atteggiavano come i bulli di oggi". Scattò allora la scintilla? "Forse l’idea di fare qualcosa per combattere quel tipo di prepotenza è nata in quegli anni. Mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza, poi ho superato il concorso in magistratura. Quando è stato il momento di scegliere la prima destinazione, ho scelto proprio Locri e da allora non ho mai lasciato la Calabria". Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in un'intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale (QUI la versione integrale).
"Se fossi nato in una famiglia diversa sarei potuto diventare mafioso - sottolinea Gratteri pensando alla sua giovinezza - come alcuni dei miei compagni di infanzia. Gente che poi ho ritrovato in giro per il mondo. Li ho dovuti arrestare e chiederne la condanna. Non è stato facile. Ma a dividerci sono state le diverse scelte di vita".
Spiega poi che non si è candidato alla Procura di Milano "perché non ero interessato a guidare quella Procura: ho presentato domanda per la Direzione nazionale antimafia, perché ritengo sia più in linea con quanto da me fatto fino a questo momento. Vedremo". E sui giovani che devono decidere se restare o andar via commenta: "Ognuno deve fare le proprie scelte. Quando non si trova lavoro, è difficile chiedere a un giovane di restare. Mi auguro che i soldi destinati al Sud dal Pnrr contribuiscano a interrompendo la fuga di tanti cervelli che impoveriscono le nostre terre. È un peccato perderli dopo averli formati. Spesso, quando si arriva alla laurea, il professore più che il meritato titolo di studio, allo studente sembra ironicamente consegnargli il passaporto".
La giornalista, Marcella Cocchi, chiede poi "Gratteri come Falcone: sa che l’accostamento è stato fatto anche dalla mafia (per esempio è emerso nelle indagini sulla cosca di San Leonardo di Cutro): che effetto le fa?". "Sono paragoni improponibili. Falcone era un gigante - risponde Gratteri - così come Borsellino".
