Tris del Congo al Certamen internazionale vibonense (VIDEO)
Nella sezione italiana trionfa il liceo Maurolico di Messina che si aggiudica le prime due posizioni
Il Liceo Classico "Michele Morelli" si conferma faro culturale del territorio, trasformando Vibo Valentia nella capitale internazionale degli studi classici. La XIII edizione del Certamen Classicum Vibonense, intitolata all'illustre studioso Carlo Diano, ha segnato uno spartiacque storico: per la prima volta la competizione è diventata ufficialmente internazionale. Tra i corridoi carichi di storia dell’istituto, si sono sfidati 27 studenti selezionati tra le eccellenze italiane, affiancati da otto colleghi stranieri: cinque collegati in modalità sincrona da Kinshasa (Congo) e due giunti da Bucarest (Romania).

L'apertura e i saluti istituzionali
La mattinata presso l’Auditorium Pala-Morelli si è aperta sotto la guida del prof. Danilo Siragusa, moderatore dell'evento, che ha introdotto gli interventi del dirigente scolastico Raffaele Suppa e dei referenti del Certamen. La solennità del momento è stata arricchita dai saluti delle autorità presenti: l’assessore Stefano Soriano per l’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, l’ispettore Saverio Candelieri per l’USR Calabria, e i presidenti e rappresentanti della Fondazione Nicola Liotti, Lionella Morano, della Dante Tropea, Titti Rando, e, attraverso un messaggio istituzionale, della presidente dell’Aicc delegazione “Carlo Diano” di Vibo, Caterina Scolieri. Parte della kermesse pure la Dante Kinshasa e la Dante Bucarest.
Dopo un excursus sulla storia del Certamen curato dal prof. Siragusa, la professoressa Maria Concetta Preta, insieme agli alunni della III A, ha offerto un toccante ricordo di Carlo Diano a cinquant’anni dalla scomparsa (1974-2024). Il fulcro scientifico della giornata è stato raggiunto con la tavola rotonda "La pratica della traduzione ai tempi dell’intelligenza artificiale". Il dibattito, gestito dai professori Preta e Siragusa, ha visto la partecipazione della Commissione Scientifico-Accademica.
Il rigore scientifico e la tavola rotonda sull'Intelligenza artificiale
La giuria, presieduta dal professor Claudio Meliadò (Università di Messina), si è arricchita anche del contributo del professor Donato Loscalzo (Università di Perugia), e dei ricercatori Unical Piergiuseppe Pandolfo e Vivian Lorena Martinez Navarro. La cerimonia, moderata dal professor Danilo Siragusa, referente d’istituto, ha visto alternarsi momenti di riflessione accademica e omaggi poetici. Di particolare rilievo la tavola rotonda intitolata "La pratica della traduzione ai tempi dell’intelligenza artificiale", coordinata dai docenti dello staff del Certamen, i professori Danilo Siragusa e Maria Concetta Preta. Durante il dibattito sono intervenuti attivamente gli studenti della IV C e della III A: Salvatore Ferraro, Lorenzo Maria De Caria, Diletta Pascale e Catia Pitaro, che hanno presentato i profili dei prestigiosi giurati.
Omaggio alla poesia e workshop critico
La ripresa dei lavori, dopo una breve pausa, è stata dedicata alla letteratura contemporanea con un workshop sulle competenze di lettura e analisi critica coordinato dalla Prof.ssa Preta. Al centro dell'omaggio la silloge poetica di Donato Loscalzo, Meccaniche di lontananza. La studentessa Alexandra Guerrerà ha esposto una raffinata recensione dell'opera, seguita dalle letture poetiche di Aurora Lo Mastro, Anna Bardari e Marica Giurgola (classe III A).
La sinergia con l'AICC e il messaggio della professoressa Scolieri
L’edizione è stata suggellata ancora una volta dalla profonda sinergia con la delegazione vibonese dell’AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica). La presidente, la professoressa Caterina Scolieri, pur non essendo presente alla manifestazione, ha inviato un saluto carico di significato a commissari, dirigente, docenti e studenti . «La passione per i classici -ha scritto - insegna che la cultura è esigente, ribelle al limite, felice dell'errore che ricorda ad ognuno di noi la forza travolgente del dubbio metodico, del pensiero fecondo di direzioni e di visioni; la cultura ama l'errare e l'errore perché in essi, nell'errare e nell'errore, si misura l'avventura umanissima dell'infinito cui tendere». Nella missiva, Scolieri ha definito il Certamen come «un esempio luminoso di rivoluzione culturale ed etica nei tempi distratti ed insensati della mercificazione della parola e del pensiero», aggiungendo che «l'ingredior esegetico nella splendida battaglia per decifrare il senso del mondo è già parola che salva». Infine, rivolgendosi direttamente ai ragazzi, la presidente della delegazione vibonese dell’Associazione Italiana di Cultura Classica ha ricordato come la cultura sia «esigente, ribelle al limite, felice dell'errore», citando Pier Paolo Pasolini per esortarli a non stancarsi mai della ricerca: «Il sapere muore quando si è stanchi di ogni alba».
Il trionfo delle eccellenze
La kermesse si è conclusa con la consegna degli attestati a tutti i partecipanti e la proclamazione dei vincitori:
- Sezione Italiana: Il primo premio è andato a Ludovico Russo (Liceo Maurolico, Messina), seguito da Michele Lupo (Maurolico) al secondo posto e Alice Montanini (Liceo Telesio, Cosenza) al terzo. Una menzione d’onore è stata conferita ad Alberto Sabatini (Polo Liceale Lamezia Terme).
- Sezione Internazionale: Il podio è stato interamente conquistato dagli studenti di Kinshasa: primo posto per Tati Mboko Maxime, secondo per Mombongo Egwanda Efraim e terzo per Gembe Mbadu Merveille.
La soddisfazione del dirigente scolastico Raffaele Suppa
Visibilmente soddisfatto il dirigente scolastico Raffaele Suppa, anima e ideatore della manifestazione, che ha salutato con orgoglio questo nuovo capitolo, definito «esaltante pagina nella storia del Liceo. Il Certamen - ha aggiunto Suppa - ha assunto un respiro davvero internazionale, accogliendo idealmente studenti provenienti da diversi Paesi del mondo. La partecipazione dei giovani da Kinshasa e Bucarest è una straordinaria testimonianza dell’universalità della cultura classica e del suo potere di unire i popoli al di là di ogni distanza».
Il dirigente scolastico ha poi sottolineato la funzione civile degli studi umanistici in un'epoca di conflitti: «In tempi in cui il dialogo tra le culture appare necessario, il nostro Certamen si fa simbolo di incontro e amicizia, riaffermando i valori di pace e fratellanza universale. Latino e Greco sono lingue vive dell’anima: ci insegnano a pensare, ad ascoltare, a comprendere l’altro. La cultura è il nostro ponte verso la pace».
