Vibo verso le regionali. Mezza giunta Romeo in corsa? Si rischia la bagarre
Il quadro degli aspiranti governatori è ormai chiaro. Sarà Tridico a sfidare Occhiuto, nella corsa alla Cittadella del 5 e 6 ottobre prossimi. E sui territori si muovono già diverse pedine. Quelle finalizzate a costruire le candidature. Accade anche nel collegio centrale. E in special modo nel Vibonese dove, come spesso accade, il centrodestra ha definito quasi tutto mentre dall'altra parte pare ci sia mezza giunta Romeo in predicato di candidature. Una scelta che innervosisce non poco i consiglieri regionali uscenti del centrosinistra che, qualora i risultati non fossero all'altezza delle loro aspettative, sarebbero pronti a mettere alla porta un'amministrazione già in chiara difficoltà nei numeri, alla quale basterebbe davvero poco per crollare.
Ecco un quadro dei papabili aspiranti.
Forza Italia schiererà, a sostegno di Roberto Occhiuto, certamente il capogruppo uscente nell’Astronave, il cardiologo Michele Comito. Non è escluso che il capogruppo uscente possa finire nella lista del presidente. Al suo fianco, ovviamente, tutto il partito cittadino e provinciale. Non si esclude nemmeno che si possa puntare su una quota rosa, tra tanti nomi, si continua a fare con insistenza quello della capogruppo in Consiglio comunale, Carmen Corrado.
Fratelli d’Italia potrebbe gettare nell’arena una coppia vibonese di tutto rispetto: si fa il nome di Mariangela Preta, archeologa e consorte del presidente provinciale, Pasquale La Gamba e di Antonio Schiavello, capogruppo nell’assemblea cittadina.
Per la Lega, nomi di grido, al momento non ne circolano. In agguato c’è Mino De Pinto, imprenditore di Vibo Marina, ma chissà. Non manca la suggestione che conduce dritto all'ex sindaca Maria Limardo, in vena di dare una lezione a parecchi.
Cala l’asso proprio nel Vibonese, invece, Noi Moderati. Il partito di Lupi e Galati punterà sull’ex consigliere regionale Vito Pitaro, ai box per una consiliatura dopo l’esperienza con la compianta Jole Santelli.
Per l’asse Udc-Indipendenza il nome più gettonato è quello dell’ex vicesindaco e consigliere regionale, Salvatore Bulzomì, ma non è da escludere nemmeno (sebbene sia poco probabile), l’opzione Stefano Luciano.
Tra i candidati del centrodestra, a meno di sorprese, dovrebbe figurare, infine ma non da ultimo, l’assessore uscente dell’amministrazione Occhiuto, alle Attività produttive, ovvero, Rosario Varì, magari nella lista del presidente.
Anche sul fronte del centrosinistra - date per scontare le candidature degli uscenti, Antonio Lo Schiavo (Avs) e Raffaele Mammoliti (Pd), cui si aggiungerà quella di Francesco De Nisi (Azione) dopo l'adesione di Tridico - è una vera e propria galleria di…candidati. Alcuni verrebbero proprio dalle fila dell'esecutivo che rischia di traballare paurosamente.
Sarà certamente della partita Luigi Tassone, ex consigliere regionale ed ex sindaco di Serra San Bruno, sostenuto dal capogruppo Pd di Palazzo “Luigi Razza”, Francesco Colelli. Quasi certamente, punterà ad un seggio, magari in una civica, l’assessore per antonomasia della giunta Romeo, vale a dire, Stefano Soriano che ancora non ha tuttavia sciolto la propria riserva. I democratici dovranno fare molta attenzione, però, dalle parti dell’antica Monteleone allo tsunami Alecci che, pur venendo dallo Jonio, rischia di infrangersi in modo irreversibile sulle coste del Tirreno. Sul fronte dei Cinquestelle, si registra una significativa novità delle ultime ore. In campo potrebbe esservi un medico, Francesco Del Giudice al posto dell’assessore all’Ambiente del Comune di Vibo, Marco Miceli, convinto a fare un passo indietro. Europa Verdi potrebbe puntare su Marco Talarico, che ha richiesto la candidatura in Avs, si tratterebbe di un uomo dell’entourage del primo cittadino Enzo Romeo, a capo di una giunta che il voto del 5 e 6 ottobre, rischia di destabilizzare definitivamente.
