Il coordinamento regionale replica alla Conapo: offese nei confronti di chi si sacrifica da una vita per la collettività

Vigili del fuoco sempre in prima linea ma sempre sul filo della precarietà. Una situazione ormai nota, ma non l'unica. Perché oltre ai problemi atavici che la categoria deve fronteggiare in tema di stabilizzazione, c'è un altro nodo che l'Unione sindacale di base deve affrontare. E in questo caso sono le dichiarazioni del Conapo che l'Usb rispedisce al mittente.

L'offesa. Il coordinamento regionale, guidato da Giancarlo Silipo, e tutti i lavoratori precari dei Vigili del fuoco, infatti, puntano il dito contro "l'ironia" del sindacato autonomo del Conapo che "inveisce a tutta carica, contro tutti i lavoratori precari". Una notizia appresa "sugli organi di stampa" e relativa "all'offesa e all’altissima umiliazione arrecata a tutta una categoria a firma proprio del segretario della provincia di Cosenza Michele Leonetti. L’Unione sindacale di Base della Calabria insieme a tutti i lavoratori precari continuamente oppressi e vessati, che nonostante c’è chi li offende e li deride soprattutto per l’età, non sa evidentemente o fa finta di non sapere, che questi precari “nonni” (come li hanno definiti tutti quelli del sindacato Conapo) sono giornalmente sulle partenze al fianco dei permanenti, per la salvaguardia dell’intera popolazione".

Il punto. "Nella nota stampa – spiegano dal coordinamento - viene incitata la discriminazione tra tutti i lavoratori precari dei Vigili del fuoco e soprattutto la contrarietà al provvedimento portato avanti dal Governo e dagli organi competenti (On. Fiano) per la stabilizzazione di tutto il personale precario – attraverso l’emendamento approvato ed immesso nella legge di stabilità del 2018, infatti lo stesso segretario Leonetti avendo la memoria corta, non ricorda la lotta fatta dalla sua organizzazione sindacale nel lontano 2007 e che cosa affermava nei suoi comunicati stampa e non solo, attraverso il suo attuale segretario nazionale Brizzi per la stabilizzazione di allora (risalente agli anni del 2007)". Frasi che ricordano, invece, dall'Usb che le riporta: "E’ inconcepibile che, da una parte, il limiti di età per l’assunzione stabile, riportati nel decreto di stabilizzazione del personale precario, sia di 37 anni, mentre l’altra, il limite di età per l’assunzione precaria ha la qualifica di vigili volontario e discontinuo sia di 45 anni [...] si può entrare nel Corpo Nazionale a fare il discontinuo e volontario anche a 45 anni, però per entrare effettivo non si deve superare i 37 […] pertanto questa o.s. Conapo [...] chiede la totale assunzione di tutti i discontinui ad oggi in servizio".

L'Usb va avanti. In tal senso, il coordinamento regionale evidenzia come la Conapo "sta portando avanti una causa che a suo parere risulta più valida della stabilizzazione di ogni singolo lavoratore precario, che sarebbe lo scorrimento della graduatoria degli “idonei” del concorso 814 risalente agli anni 2008. Sottolineiamo che quando si parla del futuro delle persone non si può fare una stima di quale sia più o meno prioritario, mettere contro chi con sudore di anni già presta servizio doverosamente nel Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco rispetto a chi ha superato delle prove e pretende riconoscimento è da meschini, come lo è ancor di più credere che gli “Over” degli 814 abbiano più diritto degli “Over” già in servizio. Anche i colleghi “Over” che hanno usufruito della vecchia stabilizzazione del 2007, dovrebbero essere considerati dalla stessa Conapo inadatti anche quando viene chiesto loro il tesseramento al sindacato, invece nelle stanze di quest’ultima risulta una cosa più tosto normale utilizzare questi “nonni” come loro li hanno intitolati, a loro piacimento. Ricordiamo – aggiungono - che le organizzazioni sindacali, pur avendo pareri differenti, devono sempre e comunque avere un unico obiettivo che è quello di fare il bene dei lavoratori, senza badare ai propri tornaconto personali, che a quanto pare intaccano il giudizio e rendono deboli le menti di chi li asseconda. Perciò invitiamo tutti i lavoratori, che sono gli unici a poter debellare questa piaga, a riflettere sulle incongruenze evidenti che creano falle simili a crateri, nel sistema della tutela di loro stessi. Ogni parola, ogni azione, ogni gesto dettato dal menefreghismo deve far riflettere e ogni incongruenza deve produrre la giusta dose di sfiducia che serve, a far perdere quel poco potere – concludono - che hanno conquistato negli anni, queste figure dannose per i lavoratori stralciando le proprie tessere sindacali di questi venditori di dolore".