«È divenuta definitiva e irrevocabile la sentenza n. 28/2024 del Tribunale di Catanzaro che nell’operazione denominata “Imponimento” ha assolto Domenico Fraone, commercialista ed ex consigliere della Provincia di Vibo Valentia, dall’infamante accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e dal reato di intestazione fittizia di beni con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa con la formula piena perché i fatti non sussistono».

È quanto scrive in una nota firmata lo stesso Fraone: «La Procura Distrettuale di Catanzaro - scrive ancora l'ex consigliere provinciale - non ha proposto appello avverso la sentenza di assoluzione piena perché il fatto non sussiste».

Fraone, poi, «ringrazia i suoi difensori, gli avvocati Guido Contestabile, Serena Lacaria, Francesco Matteo Bagnato e Mario Bagnato i quali - aggiunge - hanno sempre creduto nella mia innocenza. Finisce il calvario giudiziario iniziato la notte del 21 luglio 2020, allorquando a seguito di investigazioni condotte dalla Guardia di Finanza, Fraone è stato tratto in arresto da 100 militari con l’ausilio di un elicottero in esecuzione di un frettoloso provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro ed è stato trasportato nel carcere di Siano in attesa di essere trasferito in altri istituti penitenziari».

A seguito dell’arresto, ricorda la nota, tutto il suo patrimonio gli fu sequestrato e la società di famiglia fu sottoposta ad amministrazione giudiziaria, con grave danno per la sua onorabilità e quella della sua famiglia «infangati dalle false accuse». Poi, prosegue la nota, Domenico Fraone «in data 17. 9. 2021, si è gravemente ammalato di leucemia fulminante promielocitica acuta».

«Il dissequestro dei beni era stato disposto in data 9. 2. 2023 dal Tribunale di Catanzaro, anche a seguito di una relazione del Procuratore Generale della Corte di Cassazione che aveva ritenuto i reati contestati insussistenti e neanche astrattamente ipotizzabili, ma la società è stata restituita con debiti di oltre sei milioni di euro per atti impositivi emessi dall’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia durante l’amministrazione giudiziaria che non li ha impugnati».

In pratica, commenta ancora, «si è confusa la vittima con il carnefice. La difesa ha dimostrato che in tutti gli episodi contestati Fraone era stato vittima di richieste e di imposizioni da parte dei clan e che ciò risultava dalle stesse investigazioni della Guardia di Finanza».