Un risultato ottenuto attraverso i banchetti nelle piazze, nelle aziende, nei luoghi di lavoro, nelle assemblee, in tutti i comuni della provincia vibonese

Si è conclusa la raccolta firme della Cgil sui tre referendum per la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti e una nuova tutela reintegratoria nel posto del lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti, che ha accompagnano la proposta di legge di iniziativa popolare per la nuova Carta dei diritti universali del lavoro. E si è conclusa con un risultato straordinario e importante, che testimonia il consenso che le proposte della Cgil hanno incontrato nel Paese: oltre 3 milioni di firme, divisi per ogni singolo quesito, frutto del lavoro volontario dei militanti e dei delegati della Cgil, oltre che dell'impegno di tutti i dirigenti e funzionari. Un risultato, questo, a cui ha contribuito anche Vibo Valentia, provincia in cui sono state raccolte quasi 3mila firme, e che ha registrato un grande slancio organizzativo della Cgil di Vibo Valentia, di tutte le categorie e le Camere del Lavoro del territorio impegnati in un’intensa attività capillare, popolare e democratica.

I risultati. Un risultato, fanno sapere Battista Platì e Luigi Denardo, rispettivamente responsabile provinciale dell'organizzazione e segretario provinciale del sindacato,  ottenuto attraverso i banchetti nelle piazze, nelle aziende, nei luoghi di lavoro, nelle assemblee, in tutti i Comuni della provincia vibonese. "Abbiamo parlato e discusso, con i cittadini di ogni età, con i lavoratori, con i pensionati, dei loro problemi reali. Abbiamo parlato - dicono - e ci siamo confrontati sul tema del lavoro, che è il problema dei problemi, per le nuove generazioni, ma non solo. Il lavoro che manca soprattutto nella nostra provincia, e che di certo non è stato aiutato con la riforma voluta dal Governo Renzi, il Job Act. Anzi, anche a Vibo Valentia si è potuto toccare con mano le sciagurate conseguenze di questa riforma da “cinque pollici e mezzo”, con la quale il licenziamento viene comunicato attraverso un messaggio telefonico, dal datore di lavoro ai propri dipendenti. O ancora il vergognoso uso e abuso dei voucher, che sempre più servono a mascherare il lavoro nero e lo sfruttamento, in particolare in un territorio come il nostro, a vocazione turistica ed a sfruttamento stagionale. Siamo convinti, senza alcuna presunzione, di aver dato anche da qui un piccolo contributo ad affermare i diritti universali per tutti i lavoratori di ogni categoria. Soprattutto da qui, un territorio dove ancora oggi il lavoro è percepito come un privilegio e non, come recita la nostra Costituzione, un diritto. Questo ci dà anche la forza per andare avanti e proseguire nella raccolta firme per la legge popolare per la Carta dei Diritti Universali del lavoro, che andrà avanti fino ad ottobre. Perchè per noi della Cgil, la sfida dei diritti continua".