"La gente deve essere informata, deve sentire anche la nostra campana. Ci sono giornali e giornalisti che ogni mattina si alzano e hanno l'ossessione di Gratteri. Scrivono ogni giorno contro Gratteri, e il 99% delle cose è falso". Così lo stesso procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervistato dai microfoni di RaiNews24 in merito alle accuse - le stesse fatte in passato anche a Giovanni Falcone - di un'eccessiva presenza mediatica. "Vengo criticato perchè la comunicazione è la mia unica arma di difesa: io non sono rappresentato da una corrente (all'interno della magistratura, ndr), non ho centri di potere alle mie spalle, partiti. Se non avessi questa notorietà, questa comunicazione - afferma - a quest'ora mi avrebbero fatto poltiglia".

Un lavoro incessante, il suo e quello di tutta la Dda di Catanzaro, che sta portando i suoi frutti: "Ho visto dei cambiamenti, ho visto migliaia di persone incominciare a credere in noi. Ed è un crescendo - spiega Gratteri - ogni giorno sempre di più. La gente si sta aggrappando, sta avendo fiducia in noi e si è riaccesa la speranza".

"Perchè continua ad andare avanti, sotto scorta, da oltre trent'anni?" chiede la giornalista Rai. "Non si può tradire, abbandonare, chi pone nella mie mani la loro vita. Chi viene a confessarsi, a denunciare da me - risponde il procuratore di Catanzaro - poi non può essere abbandonato: merita una risposta, fiducia, il nostro impegno. Questo ci fa superare qualsiasi dolore, sacrificio, rinuncia". E sulla paura: "C'è spazio per la paura ma bisogna addomesticarla, ragionarci". Lei si sente un eroe? "No, assolutamente. Bisogna solo essere convinti che quello che si fa è giusto, necessario, importante. Per migliaia di persone noi siamo diventati l'ultima spiaggia, non possiamo deludere".