'Ndrangheta nel Vibonese, trasportava bomba per faida tra clan: revocata misura di prevenzione
La Corte di Appello di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato da Filippo Pagano, 30 anni di Soriano, per la revoca della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni, ormai prossima alla scadenza in quanto disposta a partire dal 26 luglio del 2018.
Pagano, difeso dall'avvocato Pamela Tassone, è stato condannato per aver procurato e trasportato - insieme al cognato Ronaldo Loielo - un ordigno esplosivo, con finalità agevolative mafiose: la bomba sarebbe dovuta essere usata, secondo gli inquirenti, in una faida tra clan nel Vibonese. L'istanza di revoca era motivata dal fatto che il 30enne ha già trascorso una lunga detenzione, prima in carcere poi ai domiciliari, e ha cambiato stile di vita: il definitivo allontanamento dal territorio calabrese, una convivenza stabile e un impegno lavorativo farebbero venir meno "gli originari presupposti di pericolosità".
Il Tribunale di Vibo aveva in un primo momento respinto la ricostruzione presentata dal difensore, in quanto si trattava di fatti già valutati al momento di applicazione della misura. La Corte di Appello ha però deciso diversamente: "Si tratta di elementi che possono essere valutati positivamente - si legge nel provvedimento - e condurre a ritenere cessate le esigenze di prevenzione che avevano dato luogo all'emissione del decreto impositivo, peraltro basato su un unico comportamento allarmante, risalente nel tempo, rimasto allo stato episodico". Decisione basata, inoltre, anche sulla "indimostrata presenza di legami con ambienti criminali" durante e dopo la carcerazione.
