Omicidio in Calabria: tre condanne e una assoluzione (NOMI)
Pene fino a 30 anni per l’agguato maturato nel contesto della faida tra gruppi criminali

A quasi 25 anni dall’omicidio di Massimo Speranza, conosciuto come “il Brasiliano”, arriva la sentenza del gup del Tribunale di Catanzaro Gilda Romano. Il procedimento riguardava il delitto commesso nel settembre del 2001 e inserito nel contesto della guerra di potere tra gruppi criminali cosentini.
Il giudice ha condannato Rocco Azzaro a 30 anni di reclusione, Armando Abbruzzese a 20 anni e Ciro Nigro a 5 anni. È stato invece assolto Giovanni Abruzzese, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Giorgia Greco. In aula l’accusa era rappresentata dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Corrado Cubellotti.
Secondo la ricostruzione della Dda, il delitto sarebbe maturato all’interno delle dinamiche della cosca degli “Zingari” di Cosenza. Speranza, ritenuto vicino al gruppo contrapposto degli “Italiani”, sarebbe stato sospettato di aver diffuso informazioni riservate sull’organizzazione criminale. Per questo motivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato attirato in una trappola con il pretesto di dover verificare una partita di droga.
La vittima sarebbe stata raggiunta da due colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata e successivamente il corpo sarebbe stato occultato in un boschetto di San Demetrio Corone.
L’inchiesta aveva portato nel 2025 a un blitz della Dia di Catanzaro, con l’esecuzione di misure cautelari nei confronti dei quattro imputati. Le indagini hanno ricostruito ruoli e responsabilità ipotizzati dagli inquirenti, anche attraverso dichiarazioni di collaboratori di giustizia. La sentenza di primo grado stabilisce ora le responsabilità per tre degli imputati e l’assoluzione per Giovanni Abruzzese.
