"I residenti del rione S.Aloe non demordono e chiedono il conto all’Amministrazione comunale, rea di averli beffeggiati, propagandando,come certo, il finanziamento di 5 milioni di euro per la riqualificazione del quartiere, finanziamento che è poi risultato inesistente allo stato degli atti. Sull’argomento ci siamo già pronunciati denunciando la poca trasparenza di palazzo Razza, ma all’epoca l’assessore al ramo non era ancora uscito allo scoperto: oggi per sua bocca apprendiamo che il finanziamento è definitivamente perso e che, al momento, non sussistono ulteriori sbocchi perché le risorse statali sono finalizzate al recupero delle zone degradate che insistono nelle zone periferiche degli agglomerati urbani". A scriverlo in una nota è Antonio D'Agostino, portavoce del Forum delle associazioni vibonesi.

Lo status quo. "Non necessitano particolari capacità amministrative - prosegue la nota - per comprendere che il quartiere S. Aloe è si “ fortemente degradato” ma non certo in periferia .Apprezziamo la schiettezza e sincerità del giovane assessore stranamente tacciato dai residenti perché ”ingenuo e incapace a gestire opere di largo respiro “ : è la prima volta, invece, che un amministratore comunale ha saputo dire “ pane al pane” e” vino al vino”, in piena trasparenza e lealtà e ci sembrano ingenerosi gli apprezzamenti sulle sue capacità perché non preceduti dallo studio delle carte".

La chiarezza. "La trasparenza, e il rapporto Amministrazione – cittadini nel rispetto del principio della partecipazione - sottolinea la nota - sono temi che il Forum caldeggia già da diversi anni: da quanto abbiamo letto nei giorni decorsi sulla stampa locale percepiamo invece che esso è vissuto in modo distorto dai cittadini di S.Aloe . Sia ben chiaro : lo sdegno dei residenti è legittimo e le manchevolezze delle Amministrazioni che si sono succedute nel tempo (non sappiamo se anche di questa) sono talmente gravi da giustificare anche forme più veementi di ribellione, ma le esternazioni che abbiamo letto sulla stampa locale ci lasciano perplessi. Il copione infatti è quello di sempre: i residenti chiedono e pretendono senza se e senza ma, perché sono gli amministratori che ”amministrano” e devono quindi trovare i finanziamenti ( implicitamente: a pena del non voto nelle prossime elezioni amministrative). Giusto, ma cosa è cambiato rispetto agli schemi precedenti alla normativa legislativa e statutaria che già da un ventennio conferisce al cittadino di partecipare all’attività amministrativa del Comune, imponendo al Comune di valorizzare forme di cogestione su base di quartiere? Nulla".

L'affondo. "L’Amministrazione comunale agisce nella totale indifferenza della normativa sulla partecipazione del cittadino, ritenendola, unitamente alla trasparenza, optional e non obblighi. I cittadini nella loro generalità ne disconoscono la portata e, se la conoscono, ritengono più comodo rifuggire da responsabilità e demandare la cura dei loro interessi interamente agli amministratori, in luogo della cogestione. Questo significa che i residenti di S.Aloe non abbiano il diritto di far pressione nei confronti dell’Amministrazione per la riqualificazione del quartiere ? NO .Vogliamo soltanto affermare che dovrebbero prendere coscienza che non sono solo” amministrati,” ma anche e soprattutto ”cittadini” : in questa veste dovrebbero esercitare i propri diritti civici, primo fra tutti quello di pretendere che l’Amministrazione comunale dia immediato avvio alle procedure per la costituzione del comitato di quartiere. Se a tempo debito fosse stato istituito il comitato (organo che nelle Amministrazioni c.d. illuminate collabora con L’Amministrazione comunale nella gestione degli interessi generali del quartiere), non potrebbe,oggi, sussistere il dubbio se il finanziamento c’è stato solo nelle bugiarde parole degli amministratori (certo non dell’assessore Lombardo ) o se invece era stato concesso e successivamente non utilizzato. Ciò perché in una corretta applicazione della normativa statutaria ( art. 5 ) il comitato ha il diritto di sapere, discutere e assumere le decisioni che riguardano il quartiere. Lo abbiamo già detto? Repetita iuvant. Fantascienza amministrativa? No, se amministratori e cittadinanza comprendessero che gli schemi mentali del passato devono essere definitivamente abbandonati. Rimane ovviamente negativo il giudizio sull’Amministrazione comunale per la mancanza di trasparenza e ne è prova la circostanza che, nonostante gli impegni assunti in ordine alla pubblicazione dei verbali delle commissioni consiliari, si legge sul sito istituzionale che la pagina è in allestimento. Siamo alla beffa ? Non lo diciamo ancora, ma certo è che non ci mancano le capacità di far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune.