IL POST | Salute e giustizia, diritti costituzionali denegati a Vibo
Due diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione molto spesso calpestati da chi dovrebbe salvaguardarli. Così la gente perde fiducia e cresce la mafiocrazia
di MICHELE GARRI'
Ai vibonesi denegati salute e giustizia, fondamentali diritti costituzionali. Se nel mezzo non ci fossero i disagi dei cittadini, specie, i piu' poveri, dovremmo parlare di tragicommedia. Ma il problema e' serio ed è spinoso. Stiamo parlando appunto della salute pubblica e della giustizia, due diritti fondamentali sanciti dalla costituzione, molto spesso calpestati da chi dovrebbe salvaguardarli. Ma andiamo per ordine.
Il diritto alla salute. Lo si sapeva da anni che a Vibo Valentia la sanita' aveva le scarpe strette, la gente emigrava ed emigra in cerca di salure. Allora quale rimedio? La costruzione di un nuovo ospedale di cui finalmente 13 anni fa e' arrivata la burla della prima pietra con tutti i crismi, ma ben presto, con l'operazione "Ricatto" dell'allora lugotenente Nazzareno Lopreiato, l'intera opera rimase sepolta dalle tangenti e la gente emigra, emigra ed emigra.
Giustizia lumaca. Andiamo al nuovo tribunale e anche li' dopo oltre 20 anni, una magagna al giorno. L'ultima è che navighi sull'acqua e non è accatastato. Mentre i cittadini pagano sulla loro pelle non solo le conseguenze strutturali, ma anche quelle della carenza di personale. E aspetta, aspetta aspetta e, a volte, si muore prima della sentenza. Ed in queste condizioni a sostituire la giustizia vera e' quella alternativa. La gente perde fiducia ed cresce la mafiocrazia. E la massomafia
