E' la prosecuzione dell'attività investigativa che nel luglio del 2013 aveva portato all'esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare

Undici condanne e una sola assoluzione nel procedimento “Plinius 2”, secondo troncone dell'indagine che ha coinvolto Scalea. Plinius 2 è la prosecuzione dell'attività investigativa che nel luglio del 2013 aveva portato all'esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare a carico, tra gli altri,  del sindaco di Scalea, di cinque assessori e del comandante della polizia municipale. L'inchiesta è istruita dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e ha messo nel mirino la cosca Valente-Stummo attiva a Scalea, nei paesi limitrofi, e collegata anche con il potente clan Muto di Cetraro. Queste le condanne comminate dal Tribunale di Paola, presieduto da Alfredo Cosenza (a latere Elia e Paone), agli imputati.

Le condanne. Tra parentesi le pene richieste dal procuratore Pierpaolo Bruni (in totale il magistrato aveva chiesto 167 anni di carcere per gli imputati): Maria Prancesca Bloise 4 anni e 6 mesi (8 anni), Francesco De Luca 4 anni e 6 mesi (8 anni), Luigi De Luca 8 anni e 6 mesi (15 anni), Angela Faraco 5 anni e 4 mesi (8 anni), Francesco Saverio La Greca 6 anni e 4 mesi (10 anni), Umberto Pietrolungo 5 anni e 4 mesi (14 anni), Rodolfo Pancaro 6 anni e 4 mesi (8 anni). Lido Franco Scornaienchi assolto (6 anni), Cantigno Servidio 7 anni (9 anni), Alvaro Sollazzo 7 anni e 6 mesi (12 anni), Mario Stummo 6 anni e 4 mesi (9 anni) e Giuseppe Silvestri 4 anni (6 anni). Francesco De Luca, Bloise e Silvestri sono interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. Mentre Pancaro, Pietrolungo, Luigi De Luca, La Greca, Cantigno, Sollazzo e Stummo interdetti in perpetuo dai pubblici uffici. Sollazzo e Cantigno vanno in libertà vigilata per un anno. L'imprenditore Rotondaro sarà risarcito da Silvestri con 15mila euro. Sempre Silvestri dovrà risarcire la Regione Calabria (7mila euro).

Il risarcimento. Tutti gli imputati eccetto Scornaienchi dovranno versare 20mila euro ciascuno a titolo di risarcimento del danno a favore dell'amministrazione comunale di Scalea. Soddisfatto per l'esito del processo di primo grado il procuratore padano Bruni, il magistrato che lo ha seguito negli anni da applicato alla Dda catanzarese. L'attuale procedimento ha coinvolto in tutto 32 persone. Venti sono state giudicate attraverso la formula del rito abbreviato a Catanzaro dove 17 sono state le condanne 3 le assoluzioni.