Il Covid costringe le persone all'isolamento. Soprattutto quando le chiamate sono ripetute e le risposte non arrivano. L'ultima denuncia in ordine di tempo arriva dall'entroterra vibonese, per l'esattezza da Monsoreto di Dinami, dove una donna - che vive sola con i propri figli - da oltre una settimana è in isolamento in attesa che qualcuno dall'Asp si rechi a farle il tampone. Vincenzina Ciancio sembra aver perso ormai le speranze quando decide di rivolgersi alla redazione di Zoom24: "Le spiego. Mia suocera, più di una settimana addietro è risultata positiva al Coronavirus. A quel punto, considerati i contatti stretti con lei, ho avvisato il sindaco che ha contattato l'Asp per la richiesta del tampone a domicilio. In un primo momento mi è stato riferito che avrei dovuto recarmi io a Vibo. Nel frattempo, nella notte di lunedì 15 marzo, mio figlio si è ammalato. La temperatura è schizzata alle stelle. Il termometro segnalava febbre alta". E come ha deciso di muoversi? "Ho contattato la pediatra che ha contattato l'Azienda sanitaria provinciale".

E cosa le è stato risposto? "Hanno garantito che sarebbero venuti a farci il tampone sabato 20 marzo. Ma sabato non si è presentato nessuno. Abbiamo provato a contattarli e ci hanno detto che sarebbero venuti domenica. Niente. Stamattina ho richiamato il pediatra. A quel punto sono stata ricontattata e mi è stato chiesto di raggiungere la frazione Piani di Acquaro. Ma ho detto che non guido. E allora mi hanno promesso, per l'ennesima volta, che sarebbero venuti loro". Speranza vana. "Poco dopo - chiosa la donna - mi hanno richiamata chiarendomi che stava nevicando e l'automedica ha le ruote lisce e non riesce a raggiungere Monsoreto". Una storia che deve far riflettere, anche perchè "da una settimana sono completamente sola - spiega la donna -. Mio marito non c'è, mia mamma e mia suocera sono positive e mia cognata in isolamento. Vado avanti con l'aiuto dei miei compaesani ma non ce la faccio più...".