Processo "Spiaggia Libera", il Comune di Pizzo parte civile contro l'ex sindaco Callipo
E' iniziato ieri il processo a carico dell'ex sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, dell'imprenditore Vincenzo Renda e dei tecnici comunali Nicola Donato e Nicola Vasta (difesi, rispettivamente, dai legali Nicola D'Agostino e Antonio Muscimarro), coinvolti nell'inchiesta “Spiaggia libera”, coordinata dal pm della Procura di Vibo Concettina Iannazzo e condotta dalla Guardia di Finanza.
Le parti civili. Come riporta l'edizione cartacea de "il Quotidiano del Sud", i giudici hanno ammesso la costituzione di parte civile sia del Comune di Pizzo che della parte offesa, vale a dire l'imprenditore Eugenio Russo. Il Tribunale ha ammesso le fonti di prova e ha rinviato l'udienza al 23 novembre prossimo per il conferimento dell’incarico al perito sulle trascrizioni delle intercettazioni; le altre udienze sono state fissate all’8 e 15 febbraio del prossimo anno per l’escussione dei primi testi del pm Filomena Aliberti.
L'inchiesta. L'inchiesta era nata nel 2019 a seguito di una denuncia presentata dall'imprenditore napitino Eugenio Russo, in merito ad una serie di concessioni demaniali, in particolare quella avente ad oggetto una spiaggia in località "Savelli". L’imprenditore aveva riferito una serie di presunti e “reiterati soprusi”, di “pressioni psicologiche” e di “azioni indebite” che sarebbero state messe in atto da Callipo, tra le quali l’invio dei vigili urbani per bloccare senza ordinanza alcuni lavori. L'ex primo cittadino abusando del proprio ruolo, avrebbe effettuato diverse e reiterate condotte, impedendo all'imprenditore Eugenio Russo di poter utilizzare l’area demaniale sita nel Comune di Pizzo Calabro, oggetto della licenza demaniale n. 6/2010 rilasciata dall’Ufficio Demanio - Ufficio Tecnico - del Comune di Pizzo Calabro, il 7 giugno del 2010, nella quale lo stesso era subentrato il successivo 30 giugno e, nella specie, chiedendo alla parte offesa di spostare la concessione in un'altra area.
Assunzioni in cambio di favori. Sempre l'ex primo cittadino è indagato insieme all'imprenditore Renda , legale rappresentante della “Genco Carmela & Figli Srl”, titolare della struttura ricettiva “Galia Luxury Hotel” che "elargiva plurime utilità all'allora sindaco consistenti in acquisto di merce per 618.677 euro presso la ditta “Callipo Srl”, della quale il Callipo è socio". Dall'indagine è emersa l'assunzione presso l'hotel sopracitato della cognata di Callipo, Maria Teresa Colistra, e altre promesse. In cambio di ciò, Callipo avrebbe compiuto atti contrari al proprio ufficio volti "a far ottenere a Renda il godimento, anche in mancanza di titoli abilitativi, di una porzione di arenile con annessa spiaggia sita a Pizzo Calabro, unica area fronte mare rispetto al "Galia", e già oggetto della licenza demaniale n. 6/2010 nella quale Russo era subentrato il 30 giugno".
